La Rassegna di Antropocene-Ecologia-Socialismo presenta studi, articoli e contributi tratti da fonti internazionali e nazionali in particolare dai due siti di riferimento politico e teorico: Monthly Review e Climate & Capitalism e interventi di redazione. La pubblicazione non implica necessariamente la condivisione politica dei contenuti.
Chiudiamo l'anno 2025 con la visione del documentario realizzato dal Collettivo FADA che racconta le cause e le conseguenze della crisi climatica legate all’uso dei combustibili fossili. Autrice è la giornalista Sara Manisera, che da anni si occupa di ambiente, crisi climatica ed impatti dell’industria estrattiva.
Fonte: Environmental Research: Climate - 17.11.2025
Una nuova ricerca sul clima, pubblicata il 17 novembre sulla rivista Environmental Research: Climate, mette in discussione la convinzione generale secondo cui, una volta raggiunte le condizioni di "zero emissioni nette", per le generazioni future la situazione inizierà a migliorare. Purtroppo, ondate di calore più intense e prolungate - che saranno sempre più gravi in relazione a quanto più tempo ci vorrà per raggiungere le emissioni nette di carbonio pari a zero - diventeranno la norma.
Fonte: Climate&Capitalism - 05.12.2025
Pubblichiamo la seconda parte di una serie dedicata ai veleni che il capitalismo diffonde in tutto il mondo. Questo articolo prende in esame i PFAS, le letali “sostanze chimiche eterne”.
Fonte: Climate&Capitalism - 27.11.2025
Il clima più caldo aumenta la tossicità della plastica, avvelenando soprattutto i grandi mammiferi.
Fonte: Michael Roberts - 10.12.2025
Il recente World Inequality Report 2026 mette in luce un enorme divario economico, ma non riesce a mettere in discussione il potere concentrato del capitale.
Fonte: Climate&Capitalism - 30.11.2025
Questo è il primo di una serie di articoli di Ian Angus sulle sostanze chimiche mortali che il capitalismo diffonde in tutto il mondo.
Due studi sull’inquinamento nelle foreste
Fonte: Association Francis Hallé - 27.08 e 24.09.2025
In questi due studi, pubblicati nel sito francese foretprimaire-francishalle.org, viene indagata la presenza di metalli pesanti nelle cavità arboree, e la presenza di pesticidi e altri composti chimici nei terreni forestali. Ne è emerso che anche nei boschi vetusti, dove scarso è stato l’intervento antropico, si è trovata la presenza di metalli pesanti e prodotti chimici di sintesi, a volte a livelli molto elevati, a testimonianza che nonostante le regolamentazioni intervenute nel tempo questi inquinanti rappresentano un problema per la salute umana e dell’ambiente, che dal passato si proietta nel futuro.
Fonte: Beyond Pesticides - 25.11.2025
I pesticidi, le microplastiche e i PFAS stanno causando un rapido declino della salute riproduttiva maschile.
Fonte: Monthly Review - 01.11.2025
Nel Prometeo incatenato di Eschilo, Prometeo è una figura rivoluzionaria. Dall'Illuminismo fino ad oggi, la sua sfida al divieto divino di portare il fuoco all'umanità è stata adottata per rappresentare le forze rivoluzionarie presenti nell’umanità. In questo articolo John Bellamy Foster si chiede che cos'è il “prometeismo” e come il termine sia stato usato (e abusato) nelle discussioni su Marx, sulla crisi ecologica e sullo sviluppo umano sostenibile.
Fonte: Climate&Capitalism - 28.10.2025
Lo studio «Modern sea-level rise breaks 4,000-year stability in southeastern China» [L'attuale innalzamento del livello del mare interrompe una stabilità di 4.000 anni nella Cina Sud-orientale], pubblicato il 15 ottobre sulla rivista Nature, mostra che durante l'epoca dell'Olocene, il livello medio globale del mare ha seguito tre fasi distinte da 11.700 anni fa fino ai giorni nostri: (1) rapido innalzamento all'inizio dell'Olocene causato dallo scioglimento dei ghiacci terrestri; (2) 4.000 anni di stabilità da circa 4.200 anni fa fino alla metà del XIX secolo, quando i processi regionali hanno dominato il cambiamento del livello del mare; e (3) accelerazione dell'innalzamento dalla metà del XIX secolo.
Fonte: Inside Climate News - 17.10.2025
La diminuzione della clorofilla prodotta dal fitoplancton dimostra che un sistema vitale di supporto alla vita si sta indebolendo, minacciando le catene alimentari e il clima.
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