Chiudiamo l'anno 2025 con la visione del documentario realizzato dal Collettivo FADA che racconta le cause e le conseguenze della crisi climatica legate all’uso dei combustibili fossili. Autrice è la giornalista Sara Manisera, che da anni si occupa di ambiente, crisi climatica ed impatti dell’industria estrattiva. 



Dieci anni fa, in Italia si registravano 60-65 eventi estremi all’anno, tra alluvioni, siccità ed esondazioni, mentre nel 2024 sono stati 350: sei volte rispetto all’anno dell’Accordo di Parigi. Di chi è la responsabilità?



Regia: Sara Manisera
Realizzazione: Collettivo FADA
Produzione: Greenpeace Italia e ReCommon
Musiche: Gianni Maroccolo - Ala Bianca Group Edizioni Musicali
Anno: 2025 - durata: 37'.




C’è un legame indissolubile tra la crisi climatica e l’industria fossile.

Già dagli anni Settanta/Ottanta, le grandi compagnie petrolifere e del gas – come ENI, ExxonMobil, Shell e BP – sapevano quanto le loro attività avrebbero inciso sul clima globale. Eppure hanno scelto di ignorare le evidenze scientifiche, anteponendo il profitto alle conseguenze per il pianeta e per le generazioni future.Oggi, come sempre, sono le persone comuni a pagare il prezzo più alto. “Il prezzo che paghiamo”, è un documentario prodotto da Greenpeace Italia e ReCommon, realizzato dal collettivo FADA e diretto da Sara Manisera. Un racconto crudo e autentico di come la crisi climatica sia diventata ormai una presenza costante nella nostra vita quotidiana, narrato attraverso le voci di chi ne subisce gli effetti più diretti e drammatici.

Un viaggio tra le vittime italiane della crisi climatica

Il documentario ci porta in Emilia-Romagna, dove Maria Gordini, agricoltrice, ha perso casa e azienda a seguito delle alluvioni devastanti del 2023 e 2024. Spostandoci in Basilicata incontriamo Camilla Nigro, Isabella Abate e Giorgio Santoriello, cittadini e cittadine che convivono ogni giorno con le pesanti ricadute delle attività estrattive di ENI, Shell e TotalEnergies. Vivono su un territorio che ospita il più grande giacimento petrolifero su terra dell’Europa occidentale, segnato da decenni di trivellazioni. Attraverso le loro storie personali, alternate alle analisi di ricercatori, giornaliste e attiviste, il documentario ricostruisce il filo che lega le estrazioni del petrolio e le devastanti ricadute sociali, ambientali ed economiche, dalla contaminazione delle terre e delle acque, fino alle alluvioni e agli eventi climatici estremi. Un racconto che pone una domanda cruciale: chi paga davvero il prezzo della crisi climatica?

Un documentario per colmare un vuoto di verità

Nonostante eventi sempre più frequenti e distruttivi – alluvioni, siccità, incendi – i media italiani continuano a trattare la crisi climatica in modo superficiale, spesso omettendo di citare i principali responsabili: le compagnie fossili. “Il prezzo che paghiamo” nasce proprio per colmare questo vuoto informativo. Attraverso un’inchiesta rigorosa, documenti d’archivio, interviste a esperti e testimonianze raccolte sul campo, il documentario mette in luce la responsabilità diretta delle multinazionali fossili nella crisi climatica in corso. E racconta come queste aziende, pur conoscendo da decenni gli effetti delle proprie attività sul riscaldamento globale, abbiano continuato a investire nella distruzione del pianeta. Il documentario è, al tempo stesso, denuncia e memoria collettiva: un viaggio attraverso le ferite aperte dell’Italia per raccontare ciò che la più potente multinazionale fossile del nostro Paese e le altre aziende fossili internazionali vogliono tenere nascosto.


Per informazioni e per organizzare una proiezione nella propria città, scrivere a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


Fonte: Greenpeace Italia 07.07.2025