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Combustibili fossili

  • Fonte: The Guardian - 12.01.2023

    Secondo una recente ricerca* [pubblicata il 13.01.2023 su Science, N.d.R.], il gigante petrolifero Exxon aveva «previsto il riscaldamento globale in modo corretto e competente», per poi passare decenni a denigrare pubblicamente la scienza su questo tema, per proteggere la propria attività.


  • Chiudiamo l'anno 2025 con la visione del documentario realizzato dal Collettivo FADA che racconta le cause e le conseguenze della crisi climatica legate all’uso dei combustibili fossili. Autrice è la giornalista Sara Manisera, che da anni si occupa di ambiente, crisi climatica ed impatti dell’industria estrattiva. 

  • Anthropocene. Capitalismo fossile e crisi del sistema Terra, di Ian Angus, Asterios, 2020. La sopravvivenza nell’Antropocene richiede un radicale cambiamento sociale, sostituendo al capitalismo fossile una civiltà ecologica: l’ecosocialismo.


  • Fonte: REDD-Monitor - 11.08.2025

    Ex dipendenti sottolineano come il lavoro di Microsoft per l'industria dei combustibili fossili stia aggravando la crisi climatica.

  • Fonte: Climate&Capitalism - 16.10.2024

    Scrivo questa recensione subito dopo la devastazione di alcune parti della Florida causata dall'uragano Milton. Milton ha seguito Helene, di che l'aveva preceduto di una settimana. Entrambi gli uragani avevano lasciato il segno in alcune parti del Nord America, seminando morte e distruzione sul loro cammino.

  • Fonte: Fight the Fire - 14.08.2023

    Dopo alcuni anni di contenimento, le multinazionali del petrolio, del gas e del carbone stanno nuovamente investendo nel rinnovamento e nell'espansione delle infrastrutture fossili.

  • fonte: Climate&Capitalism - 20.02.2025

    Come indica il sottotitolo [Perché il capitalismo non salverà il pianeta], Brett Christophers con il suo nuovo libro - The Price is Wrong: Why capitalism won’t save the planet, Verso, 2024 - si è posto un compito ambizioso. Dopotutto, date le molteplici crisi ecologiche, economiche e sociali che l'umanità affronta, gli attivisti devono comprendere l'incapacità del capitalismo di prevenire il collasso ambientale, la guerra e le crisi economiche.

  • Distruggere la Palestina, distruggere il pianeta, di Andreas Malm, Ponte alle Grazie, 2025. Nel 1840 le nuovissime cannoniere a vapore inglesi rasero al suolo la città di Acri, nel corso della lotta con l'Egitto per proteggere gli interessi dell'Impero britannico. Da allora, il legame tra i combustibili fossili e la distruzione della Palestina, sempre in nome dell'imperialismo capitalista, è diventato una costante.

  • Fonte: Climate&Capitalism - 12.09.2023

    Venti paesi rischiano di intrappolarci nel caos climatico globale. Per evitare la catastrofe, devono fermare subito i nuovi progetti estrattivi.

  • Fonte: Asterios Editore - 2020

    Pubblichiamo la terza e ultima parte del Capitolo IX: Guerra, lotta di classe e petrolio a buon mercato di Anthropocene. Capitalismo fossile e crisi del sistema Terra * di Ian Angus, dove la guerra e le sue conseguenze vengono considerate come una fase di transizione tra due epoche.


  • Fonte: Climate&Capitalism - 22.09.2025

    Secondo il rapporto Production Gap Report 2025, il livello di produzione di combustibili fossili attualmente previsto dai governi dei venti principali responsabili delle emissioni di gas serra, è doppio di quello compatibile con l'obiettivo di 1,5 °C previsto dall'Accordo di Parigi.  Il rapporto è stato pubblicato da: Stockholm Environment Institute, Climate Analytics e l'International Institute for Sustainable Development. Gli obiettivi ufficiali per la produzione di carbone, petrolio e gas nel 2030 superano del 120% il limite consentito dall'obiettivo di 1,5 °C e del 77% il limite compatibile con un aumento di 2,0 °C della temperatura media globale.

  • Fonte: Climate&Capitalism - 11.08.2024

    All'inizio di novembre del 2023, poco prima dell'apertura del vertice COP28 a Dubai, un'azienda degli Emirati Arabi Uniti, fino ad allora sconosciuta, aveva attirato l'attenzione dei media per le notizie sui suoi potenziali accordi fondiari in Africa.

  • Fonte: Climate&Capitalism - 24.05.2023

    “Net Zero” è il nome fuorviante dato ai programmi con cui gli inquinatori continuano a inquinare e “compensando” le loro emissioni di gas serra tramite l’investimento in progetti che dovrebbero presumibilmente ridurre le emissioni altrove. In pratica, le riduzioni sono nel migliore dei casi ipotetiche e spesso inesistenti.

  • Fonte: Climate&Capitalism - 31.03.2022

    Nonostante i tagli promessi, le più grandi banche del mondo riversano trilioni in petrolio, gas e carbone.

  • Fonte: Climate&Capitalism - 13.11'2024

    Secondo una nuova ricerca, nel 2024 le emissioni globali di carbonio derivanti dai combustibili fossili raggiungeranno un livello record. "Nessun segnale" di transizione, la rimozione della CO2cattura solo un milionesimo delle nuove emissioni.

  • Fonte: Climate&Capitalism - 10.09.2024

    Le concentrazioni atmosferiche di metano sono ora le più alte mai registrate da almeno 800.000 anni a questa parte.

  • Fonte: Climate&Capitalism - 11.06.2024

    Dall'Accordo di Parigi del 2016, le sessanta maggiori banche private del mondo hanno finanziato [il settore dei] combustibili fossili con 6.900 miliardi di dollari.

  • Fonte: Climate&Capitalism - 23.05.2024

    Gli impegni e i piani delle grandi compagnie petrolifere e del gas in materia di clima sono pericolosamente insufficenti e portano il mondo sulla via del caos climatico e di danni diffusi alle comunità. Gli argomenti a favore della conservazione nel sottosuolo di petrolio, gas e carbone non sono mai stati così forti, ma le grandi compagnie petrolifere e del gas continuano ad estrarre e a impedire una transizione rapida ed equa verso l'energia pulita e rinnovabile.

  • Petrocalisse. La crisi energetica globale e come (non) ne verremo fuori, di Antonio Turiel, Logos Edizioni, 2022.

    Un’analisi chiara e brutale delle possibili alternative al sistema energetico vigente.

  • Fonte: ASPO Italia - 17.06.2023

    La sezione italiana dell’associazione scientifica ASPO (Association for the Study of Peak Oil), nata nel 2004 con lo scopo principale di studiare il Picco del Petrolio e delle sue conseguenze economiche e sociali, ha prodotto uno studio[1] sulla fattibilità di un sistema energetico italiano completamente basato su fonti energetiche rinnovabili.