Antropocene-Ecologia-Socialismo presenta una Rassegna di articoli, saggi e contributi tratti da fonti internazionali e nazionali in particolare dai due siti di riferimento politico e teorico: Monthly Review e Climate & Capitalism. La pubblicazione non implica necessariamente la condivisione politica dei contenuti.
Fonte: Climate&Capitalism - 09.10.2024
La crisi climatica entra in una «nuova fase critica e imprevedibile». Gli scienziati avvertono: «Il futuro dell'umanità è in bilico».
Fonte: Monthly Review - 01.03.1992
In questo articolo, tratto da "Note della Redazione" di Monthly Review, marzo 1992, Harry Magdoff e Paul M. Sweezy, all'epoca redattori della rivista, guardando verso la fine della recessione che in quegli anni affliggeva gli Stati Uniti, intravedevano una scelta che si profilava all'orizzonte: La sinistra progressista cercherà di riformare il capitalismo o lo sostituirà completamente? L'inesorabile sete di sviluppo del capitale, protesa oltre i limiti naturali, indicava secondo loro che dobbiamo scegliere la seconda ipotesi: «se ci interessa il futuro della specie umana... è meglio che ascoltiamo gli ecologisti».
Fonte: Elsevier - 01.12.2023
In un articolo scientifico pubblicato nel dicembre 2023 su Elsevier, un gruppo di ricercatori, grazie a un'analisi approfondita di dati satellitari, ha tracciato i cambiamenti di altezza e di estensione delle chiome degli alberi in tutto il continente europeo.
Fonte: Monthly Review - 01.09.2024
In un'intervista rilasciata alla rivista brasiliana Margem Esquerda, John Bellamy Foster condivide con Fabio Querido, Maria Orlanda Pinassi e Michael Löwy, le esperienze formative che hanno contribuito al suo lavoro di giovane attivista e, successivamente, di autorevole studioso del marxismo ecologico. L'intervista si conclude con un messaggio alla sinistra ecologica in Brasile e altrove: «Quali che siano le soluzioni alla crisi planetaria attuale, esse devono, in termini storico-materialistici, sorgere a partire da formazioni sociali concrete, sulla base delle quali avverranno le nuove trasformazioni rivoluzionarie».
Fonte: Stop the War coalition - 30.08.2024
Una delle rappresentazioni più evidenti dei costi ambientali della guerra si è avuta quando settecento campi petroliferi del Kuwait sono stati incendiati durante la prima guerra del Golfo, facendo fuoriuscire ben undici milioni di barili di greggio nel Golfo Persico e creando un pennacchio di fumo che si estendeva per 800 chilometri. Quasi trecento laghi di petrolio si svilupparono nell'entroterra sulla superficie del deserto, contaminando il suolo per molti anni.[1]
Fonte: Climate&Capitalism - 15.09.2024
Un nuovo ceppo di Mpox (Vaiolo delle scimmie) sta colpendo l'Africa centrale. Dall'inizio dell'anno, tredici Paesi africani hanno riportato più di 22.800 casi di Mpox e 622 decessi, il che rappresenta un aumento del 160% rispetto allo stesso periodo del 2023. È probabile che questo sia solo una frazione del numero reale. Ciò che è chiaro è che, a distanza di quattro anni, non si è imparato nulla dal COVID-19.
Fonte: Climate&Capitalism - 10.09.2024
Le concentrazioni atmosferiche di metano sono ora le più alte mai registrate da almeno 800.000 anni a questa parte.
Fonte: REDD-Monitor - 26.08.2024
Gli indigeni Masai che vivono nella Ngorongoro Conservation Area in Tanzania stanno affrontando una nuova ondata di violenza e sfratti dalle loro case. Nel gennaio 2024, il governo ha annunciato che cambierà lo status legale della Ngorongoro Conservation Area per impedire l'insediamento umano all'interno dell'area protetta. Di conseguenza, circa 100.000 persone, quasi tutti pastori Masai, sarebbero sfrattate con la forza.
Fonte: Climate&Capitalism - 22.08.2024
Questo articolo è stato pubblicato l'11 agosto su Xinhua [Agenzia Nuova Cina], una delle due agenzie di stampa ufficiali della Repubblica Popolare Cinese. Le nuove linee guida sono importanti, ma resta da vedere come si tradurranno in azioni pratiche.
Fonte: Climate&Capitalism - 14.08.2024
Sebbene il caldo estremo sia in aumento in tutti i paesi del mondo, un rapporto dell'Unicef evidenzia che in cento di questi, oltre la metà dei bambini subisce il doppio delle ondate di calore rispetto a sessant'anni fa.
Fonte: Monthly Review - 01.05.2022
Com’è possibile che la minaccia di una guerra termonucleare globale incomba ancora una volta sul pianeta, tre decenni dopo la fine della Guerra Fredda e in un momento in cui si profila all'orizzonte il rischio irreversibile di un cambiamento climatico? Quali approcci devono essere adottati all’interno dei movimenti pacifisti e ambientalisti per contrastare queste minacce globali? La natura di questo grave pericolo e il modo in cui è riemerso nel nostro tempo è l'argomento dell'articolo di John Bellamy Foster, del maggio 2022, che qui pubblichiamo.
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