Fonte: Climate&Capitalism - 15.09.2024
Un nuovo ceppo di Mpox (Vaiolo delle scimmie) sta colpendo l'Africa centrale. Dall'inizio dell'anno, tredici Paesi africani hanno riportato più di 22.800 casi di Mpox e 622 decessi, il che rappresenta un aumento del 160% rispetto allo stesso periodo del 2023. È probabile che questo sia solo una frazione del numero reale. Ciò che è chiaro è che, a distanza di quattro anni, non si è imparato nulla dal COVID-19.
La recente esplosione della malattia minaccia un'epidemia mondiale. Ad agosto, l'OMS ha dichiarato l'Mpox una «emergenza sanitaria di interesse internazionale» (PHEIC: [Public Health Emergency of International Concern]). Poco dopo sono stati rilevati casi in Svezia, India, Pakistan, Filippine e Thailandia.
Dopo l'esperienza della pandemia di COVID-19 e l'ultimo focolaio globale di Mpox nel 2022, si potrebbe pensare che i governi del mondo si stiano unendo per affrontare questa crisi prima che vada fuori controllo. Tutto il contrario! Nonostante i disperati appelli della comunità sanitaria mondiale, il mondo sta vacillando ciecamente e inevitabilmente in una nuova crisi sanitaria, funestata esattamente dagli stessi fattori che hanno pregiudicato una risposta razionale e globale alla COVID-19: la proprietà privata dell'industria farmaceutica e l’antagonismo fra gli Stati nazionali.
La malattia
L'Mpox (precedentemente noto come Monkeypox [“vaiolo delle scimmie”]) è un virus della stessa famiglia del vaiolo, sebbene sia molto meno funesto. Sebbene non sia facilmente trasmissibile come il COVID-19, essendo in gran parte trasmesso per contatto corporeo, è da tre a quattro volte più letale. Tra i suoi sintomi vi sono febbre, dolori muscolari e, soprattutto, un'epidemia di eruzioni cutanee simili a vesciche su tutto il corpo.
La malattia è endemica nelle aree boschive dell'Africa occidentale e centrale, e il 90% dei casi attuali proviene dalla Repubblica Democratica del Congo [RDC]. Il Congo è in gran parte coperto da una gigantesca foresta pluviale e, di conseguenza, è qui che le malattie tendono a passare dalle popolazioni animali a quelle umane. Si stima che questo tipo di contagio sia aumentato a causa dell'estinzione della grande selvaggina, che ha costretto le persone a cacciare e mangiare piccoli mammiferi, i tipici vettori di molte di queste malattie.
Poiché il capitalismo distrugge gli ambienti, provoca estinzioni, costringe a migrazioni insolite di animali e spinge gli esseri umani verso le periferie, nuove epidemie e pandemie stanno diventando sempre più comuni: dall'HIV all'Ebola, alla Nipah, alla Zika, alla SARS, al COVID-19 e all’Mpox, per non parlare di epidemie più gravi causate da killer già noti, come la malaria e il colera.
L'Mpox si trasmette attraverso il contatto ravvicinato ed è molto più pericoloso tra le persone che hanno un sistema immunitario compromesso (ad esempio, i malati di HIV) e i bambini. Infatti, i bambini di età inferiore ai quindici anni rappresentano il 66% dei casi e l'82% dei decessi nella recente epidemia.
Essendo uno dei Paesi più impoveriti e sottosviluppati del mondo, il Congo è un perfetto terreno di coltura per le malattie. Solo il 25% della popolazione ha accesso all'acqua potabile (anche se il Paese possiede la metà delle riserve idriche africane), il 40% dei bambini è malnutrito e il loro sistema immunitario è quindi molto debole. Allo stesso tempo, il Congo, povero, dipendente e sfruttato, non dispone delle infrastrutture necessarie per seguire e trattare adeguatamente le malattie: con un sistema sanitario moderno, il tasso di mortalità dell'attuale epidemia di Mpox potrebbe essere dimezzato.
Di conseguenza, oltre all'Mpox, il Congo ha registrato il secondo più alto numero di casi di malaria e di decessi al mondo, la peggiore epidemia di morbillo al mondo e l'anno scorso vi è stata segnalata la presenza di focolai di febbre gialla, colera e peste bubbonica. L'attuale crisi in Congo, destinata a sfociare in una guerra totale, ha esacerbato in modo massiccio questi problemi. Finora, la guerra ha causato lo sfollamento interno di 7,2 milioni di persone e l'esodo di 1,1 milioni di rifugiati. Tentando di fuggire dall'incubo causato dall'imperialismo, queste povere anime sono diventate vettori dell'Mpox, diffondendolo nel Paese e nel continente. La barbarie e la guerra che il capitalismo sta diffondendo in tutto il continente sta portando con sé questi orrori.
Dalla sua scoperta, nel 1951, l'Mpox è stato lasciato a covare in Congo e nella regione circostante, fino a quando, nel 2022, i casi sono esplosi a livello internazionale. In quella che fu la peggiore epidemia del virus nella sua storia, si diffuse in centoundici Paesi, infettando 87.000 persone e causando 140 morti. All'epoca, l'OMS designò l'Mpox come PHEIC (Public Health Emergency of International Concern). Tale designazione fu abbandonata nel maggio 2023, quando, presi dal panico, America ed Europa ridussero drasticamente i casi con un costoso programma di vaccinazione. Tuttavia, il virus non è stato sradicato e in Congo è rimasto un'emergenza.
Di conseguenza, l'attuale epidemia, iniziata nel 2023, è destinata ad essere molto più grave. La nuova epidemia, causata dal clade Ib, ha un tasso di mortalità stimato tra l'1 e il 10%, rispetto al >1% del clade II, responsabile dell'epidemia del 2023. Il numero di morti del nuovo ceppo ha già superato di almeno quattro volte l'epidemia del 2022.
La cura
Se siete azionisti di Bavarian Nordic, questa è una notizia fantastica, perché Bavarian Nordic ha la fortuna di condividere il duopolio del vaccino Mpox. Infatti, quando è stata annunciata la classificazione del Mpox come PHEIC, le azioni della società sono balzate del 46%! Questi capitalisti "intraprendenti" fanno pagare tra i 100 e i 200 dollari iniezioni che costano 4 dollari o meno.
Alcuni hanno criticato questa prassi come un evidente profitto ma, secondo le parole dell'amministratore delegato, che guadagna circa due milioni di dollari all'anno: «Ovviamente siamo anche un'azienda, dobbiamo fare soldi». Come ha dichiarato in seguito: «Alla fine della giornata, se danneggiamo finanziariamente la Bavarian Nordic in qualche modo, questo non va a vantaggio della società mondiale, perché poi non c'è un vaccino disponibile per nessuno».
Ha anche sottolineato che «non c'è stata molta richiesta da parte dell'Africa sub-sahariana». Probabilmente perché l'acquisto e la distribuzione dei dieci milioni di vaccini di cui il continente ha disperatamente bisogno costerebbe circa 4 miliardi di dollari. Si tratta di spiccioli per i Paesi capitalistici avanzati, ma di una fortuna per l'Africa centrale devastata dalla guerra. Come ha detto candidamente il vicepresidente delle relazioni con gli investitori della Bavarian Nordic, «è molto improbabile che un Paese africano si faccia carico dell’acquisto di vaccini».
Invece, le nazioni afflitte e impoverite sono ridotte a elemosinare la cura dai ricchi. Finora l'UE e gli USA hanno donato al Congo 265.000 vaccini, pari al 2,65% del fabbisogno stimato. È assurdo. La stessa Bavarian Nordic ha una scorta di mezzo milione di dosi. Nel corso dell'epidemia del 2022, ha fornito oltre 15 milioni di dosi, la maggior parte delle quali è rimasta inutilizzata. I detentori di queste scorte hanno mantenuto un certo riserbo sui totali reali, ma solo negli Stati Uniti si parla di 7 milioni di fiale.
I Paesi Bassi, in modo oltraggioso, si sono rifiutati di inviare neanche uno dei loro 100.000 vaccini, anche se alcuni di essi stanno per scadere. Ma questa non è un'aberrazione. Mostra solo gli interessi ristretti, cinici ed egoistici che governano tutte le nazioni capitalistiche. Allo stesso modo, gli Stati Uniti hanno preferito lasciare scadere 20 milioni di vaccini contro l'Mpox invece di distribuirli dove erano necessari. Questa avida stupidità li ha lasciati completamente privi di difese prima dell'epidemia del 2022.
Di fronte a questa follia, l'OMS ha cercato di richiamare il mondo all'ordine e di organizzare la necessaria risposta mondiale coordinata. Ma è un organismo senza denti. Può fare ogni sorta di dichiarazione, ma è totalmente indebolita dalla concorrenza spietata dei Paesi che la finanziano. Ad esempio, è stato in grado di fornire solo un decimo di quanto necessario per istituire un programma di controllo dell'Mpox. Invece, è stata costretta a rivolgersi ai suoi donatori per chiedere 15 milioni di dollari in più.
Il capitalismo deve essere sradicato
Nel capitalismo, ognuno è per sé, come ogni gang nazionale di capitalisti è per sé. Invece di distribuire razionalmente le forniture mediche, dove sono necessarie nel mondo, i Paesi che hanno i mezzi per farlo se le accaparrano. Dal loro punto di vista, in un mondo che si divide in campi ostili, con tutte le potenze che affilano i coltelli per la macelleria imperialista, vaccinare la lontana Africa è in fondo all'agenda.
Si stima che negli ultimi quattro anni siano morte tra i 19 e i 36 milioni di persone a causa della pandemia di COVID-19, la maggior parte delle quali a causa della mancanza di coordinamento e dell'impreparazione a livello internazionale. Ma non si è imparato nulla. Nonostante tutti i trattati firmati, le strette di mano e le sobrie dichiarazioni che la prossima volta si uniranno per il bene comune, questi parassiti sono guidati dagli stessi interessi che hanno portato a una catastrofe mondiale completa nel 2020.
I virus non conoscono confini. Solo quando, inevitabilmente, si scatena un disastro, [i Paesi più ricchi] si affrettano a fare qualcosa.
L'Mpox, tuttavia, non è la Covid. Conosciamo la Mpox dagli anni Cinquanta. Abbiamo i mezzi per individuarla e disponiamo di cure in abbondanza. La pandemia di COVID-19 e l'epidemia di Mpox del 2022-23 hanno messo in guardia il mondo. Eppure, stiamo scivolando a occhi chiusi verso un'altra catastrofe di salute pubblica. Non c'è stato alcun tentativo di distribuire DPI [dispositivi di protezione individuale] nelle aree colpite, di realizzare programmi di educazione pubblica o di avviare una vaccinazione di massa.
È improbabile che l'Mpox assuma le stesse proporzioni del COVID-19 nei Paesi ricchi. Ma migliaia di persone moriranno. La loro sfortuna è che vivono nei Paesi più poveri della Terra, e quindi le ricche nazioni capitalistiche se ne fregano.
L'Mpox è una delle tante malattie che, abbandonate a sé stesse, potrebbero trasformarsi in pandemie devastanti. Dengue, Chikungunya, Lassa, sono solo alcuni dei virus che attualmente circolano tra i poveri del mondo. Eppure i detentori della ricchezza chiudono un occhio e i detentori dei brevetti dei vaccini guadagnano milioni.
Alla base di queste emergenze sanitarie, sempre più frequenti, non ci sono solo virus e batteri, ma il capitalismo stesso. Finché il pianeta sarà diviso in nazioni impegnate in una lotta reciprocamente esclusiva per le risorse, e finché la produzione sarà diretta dagli interessi di una manciata di miliardari, questi incubi persisteranno. Il comunismo è la soluzione. Se i proprietari, privati delle infrastrutture mediche, venissero espropriati, un sistema sanitario pubblico internazionale razionalmente pianificato e completamente finanziato potrebbe lavorare sistematicamente per eliminare queste malattie. Fino ad allora, il capitalismo continuerà a scatenare carestie, guerre e pestilenze sulla massa dell'umanità.
Jonathan Hinckley
Traduzione di Alessandro Cocuzza
Fonte: Climate&Capitalism 15.09.2024


