Fonte: The Conversation - 18.11.2024

Una vasta rete di correnti oceaniche chiamata «Great Global Ocean Conveyor Belt» [Grande nastro trasportatore oceanico globale] sta rallentando. Questo è un problema perché è un sistema vitale che ridistribuisce il calore in tutto il mondo, influenzando sia le temperature che le precipitazioni.

La Atlantic Meridional Overturning Circulation (AMOC) [Capovolgimento meridionale della circolazione atlantica] incanala il calore verso nord attraverso l'oceano Atlantico ed è fondamentale per il controllo del clima e degli ecosistemi marini. Ora è più debole che in qualsiasi altro momento degli ultimi mille anni e il riscaldamento globale potrebbe esserne la causa. Ma i modelli climatici hanno fatto fatica a riprodurre i cambiamenti osservati fino a oggi, fino a ora.

Il nostro modello suggerisce che la recente diminuzione della circolazione oceanica potrebbe essere spiegata se si prende in considerazione il disgelo della calotta glaciale della Groenlandia e dei ghiacciai canadesi.

I nostri risultati mostrano che la circolazione di capovolgimento atlantica rischia di indebolirsi di un terzo rispetto a 70 anni fa, se si superano i 2°C di riscaldamento globale. Ciò porterebbe grandi cambiamenti al clima e agli ecosistemi, tra cui un riscaldamento più rapido nell'emisfero australe, inverni più rigidi in Europa e un indebolimento dei monsoni tropicali dell'emisfero settentrionale. Le nostre simulazioni mostrano anche che è probabile che tali cambiamenti si verifichino molto prima di quanto altri avessero sospettato.




Cambiamenti nella circolazione di ribaltamento meridionale atlantica

La circolazione dell'oceano Atlantico è stata monitorata ininterrottamente dal 2004. Ma è necessaria una visione a più lungo termine per valutare i potenziali cambiamenti e le loro cause.

Esistono vari modi per capire cosa succedeva prima che queste misurazioni iniziassero. Una tecnica si basa sulle analisi dei sedimenti. Le valutazioni indicano che la circolazione meridionale atlantica è la più debole che ci sia mai stata nell'ultimo millennio, e sia circa il 20% più debole dalla metà del XX secolo.

I dati indicano che la  Terra si è già riscaldata di 1,5°C dalla rivoluzione industriale. Negli ultimi decenni il tasso di riscaldamento dell'Artico è stato quasi quattro volte più veloce.


L'acqua di disgelo indebolisce i modelli di circolazione oceanica

Le alte temperature stanno sciogliendo il ghiaccio marino artico, i ghiacciai e la calotta glaciale della Groenlandia. Dal 2002, la Groenlandia ha perso 5.900 miliardi di tonnellate (gigatonnellate) di ghiaccio. Per mettere la cosa in prospettiva, si immagini che l'intero stato del Nuovo Galles del Sud (Australia) fosse ricoperto di ghiaccio spesso otto metri.

Questa acqua dolce di disgelo che scorre nell'oceano subartico è più leggera dell'acqua salata del mare e quindi, scende meno acqua nelle profondità dell'oceano. Ciò riduce il flusso verso sud delle acque profonde e fredde dall'Atlantico. Inoltre, indebolisce la Corrente del Golfo, che è la via principale del flusso di ritorno verso nord delle acque calde in superficie.

La Corrente del Golfo è ciò che garantisce alla Gran Bretagna inverni miti rispetto ad altri luoghi situati alla stessa distanza dal Polo Nord, come Saint-Pierre e Miquelon in Canada.

La nostra nuova ricerca dimostra che l'acqua di disgelo della calotta glaciale della Groenlandia e dei ghiacciai artici in Canada è il pezzo mancante del puzzle climatico. Quando inseriamo questo fattore nelle simulazioni, utilizzando un modello del sistema Terra e un modello oceanico ad alta risoluzione, il rallentamento della circolazione oceanica corrisponde a ciò che accade nella realtà.

La nostra ricerca conferma che la circolazione di ribaltamento atlantico sta rallentando dalla metà del XX secolo. E offre anche uno sguardo al futuro.


Mentre viaggiano verso nord, la Corrente del Golfo e la Corrente del Nord Atlantico si raffreddano perché perdono calore nell'atmosfera. Le acque diventano quindi abbastanza dense da affondare in profondità e formare le acque profonde del Nord Atlantico, che viaggiano verso sud in profondità e alimentano gli altri bacini oceanici. Modificato da Nature Reviews Earth & Environment (2020)


Connettività nell'Oceano Atlantico

La nostra nuova ricerca dimostra anche che gli oceani Atlantico settentrionale e meridionale sono più collegati di quanto si pensasse in precedenza. L'indebolimento della circolazione di ribaltamento negli ultimi decenni ha oscurato l'effetto di riscaldamento nell'Atlantico settentrionale, portando a quello che è stato definito un «warming hole» [buco di riscaldamento].

Quando la circolazione oceanica è forte, si verifica un grande trasferimento di calore verso il Nord Atlantico. Ma l'indebolimento della circolazione oceanica significa che la superficie dell'oceano a sud della Groenlandia si è riscaldata molto meno del resto.

Il ridotto trasferimento di calore e sale al Nord Atlantico ha comportato un accumulo di calore e sale nel Sud Atlantico. Di conseguenza, la temperatura e la salinità nel Sud Atlantico sono aumentate più rapidamente.

Le nostre simulazioni mostrano che i cambiamenti nell'estremo Nord Atlantico si avvertono nell'Oceano Atlantico Meridionale in meno di due decenni. Ciò fornisce una nuova prova osservativa del rallentamento della circolazione di ribaltamento atlantica nel secolo scorso.


Cosa ci riserva il futuro?

Le ultime proiezioni climatiche suggeriscono che la circolazione di ribaltamento atlantica si indebolirà di circa il 30% entro il 2060. Ma queste stime non tengono conto dell'acqua di disgelo che scorre nell'oceano subartico.

La calotta glaciale della Groenlandia continuerà a sciogliersi nel corso del prossimo secolo, innalzando probabilmente il livello globale del mare di circa 10 cm. Se questa ulteriore acqua di disgelo viene inclusa nelle proiezioni climatiche, la circolazione di ribaltamento si indebolirà più rapidamente. Potrebbe essere più debole del 30% entro il 2040. Sono venti anni prima di quanto inizialmente previsto.

Una diminuzione così rapida della circolazione di ribaltamento nei prossimi decenni sconvolgerà il clima e gli ecosistemi. Aspettatevi inverni più rigidi in Europa e condizioni più secche nei tropici settentrionali. L'emisfero australe, tra cui l’Australia e il Sud America meridionale, potrebbe affrontare estati più calde e umide.

Il nostro clima è cambiato radicalmente negli ultimi venti anni. Uno scioglimento più rapido delle calotte glaciali accelererà un'ulteriore perturbazione del sistema climatico.

Ciò significa che abbiamo ancora meno tempo per stabilizzare il clima. Quindi è imperativo che l'umanità agisca per ridurre le emissioni il più velocemente possibile.


Laurie Menviel e Gabriel Pontes

Traduzione di Alessandro Cocuzza

Fonte: The Conversation 18.11.2024