Il 21 marzo del 2025 si è celebrata per la prima volta la Giornata mondiale dei ghiacciai. I ghiacciai si stanno fondendo a un ritmo drammatico in tutto il mondo a causa dell’aumento delle temperature. Le Nazioni Unite (ONU) e l’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM) hanno perciò dichiarato il 2025: "Anno internazionale della conservazione dei ghiacciai".



I ghiacciai sono fondamentali per regolare il clima mondiale e fornire acqua dolce, essenziale per miliardi di persone. Tuttavia, a causa dei cambiamenti climatici, determinati principalmente dalle attività umane a partire dal XIX secolo, i ghiacciai si stanno sciogliendo rapidamente. Le Nazioni Unite hanno proclamato il 2025 Anno Internazionale della Conservazione dei Ghiacciai per sottolineare la loro importanza e per garantire che coloro che dipendono da loro e sono interessati dai processi criosferici ricevano i necessari servizi idrologici, meteorologici e climatici. Questi sforzi sottolineano il ruolo critico che le regioni montane svolgono come fonte chiave di acqua dolce e di servizi ecosistemici su scala globale.

Ci sono circa 200.000 ghiacciai nel mondo, distribuiti in ogni continente, che coprono un’area di circa 700.000 km²; sono un elemento fondamentale per il ciclo dell’acqua, in quanto fungono da serbatoio immagazzinando circa 170.000 km3 di acqua, che ammontano a circa il 70% dell’acqua dolce globale. Ad oggi solo il 10% della superficie terrestre è ancora ricoperta dai ghiacciai e con l’innalzamento delle temperature, causate dai cambiamenti climatici attuali, i ghiacciai stanno fondendo troppo velocemente rispetto al tempo necessario per riformarsi. Si stima che negli ultimi 20 anni la perdita di massa di ghiaccio sia raddoppiata, principalmente a causa dei cambiamenti climatici indotti dalle attività umane.

A partire dal 2000 è stato perso il 5% del ghiaccio a livello globale, con una variazione della massa globale dei ghiacciai pari a 6.542 miliardi di tonnellate e una perdita media di 273 miliardi di tonnellate all’anno, che si può paragonare alla quantità d’acqua consumata dall’intera popolazione umana in 30 anni, ipotizzando tre litri di acqua al giorno. La perdita più consistente si è verificata negli ultimi 4 anni, ed è risultata di oltre 400 miliardi di tonnellate all’anno, con un picco massimo nel 2023, in cui si è verificata la perdita di massa di 548 miliardi di tonnellate.

Tutte le regioni glaciali hanno subito una perdita di massa glaciale dal 2000 al 2023 ma la maggiore perdita relativa di ghiaccio si è verificata nelle regioni con una piccola area glaciale (cioè minore di 15.000 km²): Europa centrale (-39%), Caucaso (-35%), Nuova Zelanda (-29%), Asia settentrionale (-23%), Canada occidentale e Stati Uniti (-23%) e i ghiacciai di basse latitudini (-20%). Questi ghiacciai, avendo un’area glaciale piccola, sono più a rischio e subiscono una perdita di ghiaccio più significativa. I ghiacciai europei, in particolare quelli alpini, hanno infatti subito negli ultimi decenni la maggiore perdita di ghiaccio a livello globale. La consistente fusione di ghiaccio, aumentata negli anni, ha comportato ad oggi la perdita di almeno un terzo della massa dei ghiacciai alpini e con l’incremento delle temperature previsto entro il 2050 tutti i corpi glaciali al di sotto dei 3500 metri di quota saranno scomparsi. 



Tre documenti



LA RISOLUZIONE DELL'ONU

La scomparsa dei ghiacciai ha gravi conseguenze per la popolazione di molte aree del mondo: innalzamento del livello del mare, mancanza di acqua dolce e aumento del rischio di catastrofi. Le Nazioni Unite e l’OMM chiedono quindi misure ambiziose per ridurre le concentrazioni di gas serra e per ampliare il monitoraggio scientifico dei ghiacciai. Ciò consentirebbe alle regioni del mondo particolarmente colpite di sviluppare strategie di adattamento ai cambiamenti climatici.

Per scaricare la risoluzione del 14 Dicembre 2022 con la quale l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 2025 Anno Internazionale per la Preservazione dei Ghiacciai ed il 21 marzo di ogni anno la Giornata mondiale dei ghiacciai: CLICCA QUI
 



UN DOSSIER

Un report sulla situazione dei ghiacciai alpini è contenuto nella pubblicazione, La carovana dei ghiacciai, IV Edizione, 2023. Un viaggio attraverso le Alpi per raccontare gli effetti dei cambiamenti climatici e promuovere la tutela della montagna di alta quota.

Per scaricare il dossier: CLICCA QUI



UNA RIVISTA

Alla scomparsa dei ghiacciai nella regione alpina Alpinscena, rivista della CIPRA (Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi), dedica il suo ultimo numero, 112/2025. Tra gli articoli presenti segnaliamo:

La scomparsa di antiche certezze
di Kaspar Schuler - Direttore CIPRA Internazionale

Ghiaccio eterno era un termine ricorrente nella geografia e nella letteraturadi montagna, non solo per i ghiacciai delle Alpi, ma anche per le due regioni polari della Terra: l’Artico e l’Antartico. Nel 2025 sarà irrevocabilmente chiaro che si potrà parlare solo di ghiacciai del passato e sempre più precari. Di conseguenza, si sciolgono anche le certezze politiche.

I ghiacciai —uno specchio della società
di Edith Hessenberger - Studiosa di scienze culturali e direttrice dei Musei dell’Ötztal

La storia culturale dei ghiacciai è molto travagliata. In quanto indicatori climatici, la loro storia fisica si riassume sostanzialmentein una forte crescita a partire dal XVI secolo seguita da un costantedeclino dopo il 1850. Tuttavia, per noi esseri umani, il significatodei giganti di ghiaccio è cambiato radicalmente diverse volte nelcorso di soli quattro secoli.

 

«La nuova vita si può insediare in maniera complessa e contradittoria»
Intervista a Delphine Ségalen - CIPRA Francia

Come si sviluppa la nuova vita in seguito al ritiro deighiacciai? Questo è il tema che il botanico e specialista di margini proglaciali Cédric Dentant sta affrontandonel suo lavoro al Parco Nazionale degli Écrins, in Francia.


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Articolo a cura della Redazione di Antropocene.org



Il Ghiacciaio della Tribolazione dai casolari dell’Alpe Money nel 1890 e nel 2020. 1890 collezione A. Ferrari – 
© Fondazione Sella  2020 Fabiano Ventura – © Associazione Macromicro