Facciamoci sentire! Manifesto per una nuova ecologia, di Bruno Latour e Nikolaj Schultz, Einaudi, 2023.

Questo libro è un appello. Un invito meditato ma accorato a rimettere in moto la politica, a riprendere la battaglia. Nel corso degli ultimi anni si è affacciato alla storia un nuovo soggetto politico, la «classe ecologica». Ma è ancora divisa, e per questo incapace di incidere davvero sulla realtà.

Analizzando il passato e l'orizzonte politico contemporaneo, Bruno Latour e Nikolaj Schultz mostrano come il movimento ecologista possa e debba prendere esempio dai movimenti del passato: liberalismo, marxismo e neoliberismo. Per riuscire a imporsi come perno della nuova politica mondiale la classe ecologica deve prima di tutto vincere la battaglia per le idee e per le coscienze, per l'egemonia culturale, come si sarebbe detto un tempo. Non c'è altra strada, perché l'alternativa è la resa a uno status quo che scivola inesorabile verso l'autodistruzione.

Bruno Latour è stato un sociologo e antropologo francese, esponente del pensiero ecologista, uno dei primi a percepirne l’importanza. Per Latour l’ecologia è e deve essere intrinsecamente politica. La classe ecologista fino ad ora è rimasta un insieme di movimenti dispersi e incapaci di conquistare veramente la mente e il cuore della gente, anzi a volte ha spaventato e allontanato le persone: una classe ancora divisa e incapace di incidere sulle scelte. Come far fronte quindi alla crisi ecologica? Gli ecologisti devono diventare un perno nella nuova politica mondiale.

Analizzando il passato e l’orizzonte politico contemporaneo, i due autori Latour e Schultz spiegano che il movimento ecologista, per smuovere le coscienze, deve prendere esempio dai movimenti politici del passato quali il liberismo e il marxismo. Per imporsi come nuova politica mondiale è fondamentale, prima di tutto, essere uniti e combattere assieme fino a raggiungere l’egemonia culturale. Qualora tutto questo non fosse realizzabile, l’alternativa è arrendersi a uno status quo che porterebbe solo a una completa autodistruzione della società.

In questo nostro tempo in cui i problemi ecologici sono spesso al centro dei dibattiti politici, il nuovo libro di Latour: Facciamoci sentire, diventa un appello a unire le forze per vincere una battaglia fondamentale per l'umanità.



Un estratto


Stranamente le preoccupazioni ecologiche – se non altro il clima, l’energia e la biodiversità – sono diventate onnipresenti. La moltitudine di conflitti non ha, almeno per ora, assunto la forma di una mobilitazione generale come invece è accaduto, negli ultimi secoli, con le trasformazioni innescate dal liberalismo e dal socialismo. In tal senso l’ecologia è al contempo ovunque e in nessun luogo.

Per il momento, pare sia l’immensa diversità dei conflitti a impedire che tali lotte ricevano una definizione coerente. Ebbene, questa diversità non costituisce un difetto, ma un punto di forza. Questo perché l’ecologia è impegnata in un’esplorazione generale delle condizioni di vita distrutte dall’ossessione della sola produzione.

Affinché il movimento ecologico acquisisca maggiore consistenza e autonomia, e affinché ciò si traduca in uno slancio storico paragonabile a quelli del passato, è necessario che esso riconosca, abbracci, comprenda e rappresenti efficacemente il proprio progetto, radunando i diversi conflitti in un’unità d’azione comprensibile a tutti. Per fare ciò, bisogna innanzitutto accettare che l’ecologia implichi la divisione; poi fornire una cartografia convincente dei nuovi tipi di conflitti da essa generati; e, infine, definire un orizzonte comune per l’azione collettiva.


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