Questo film, realizzato da un collettivo palestinese-israeliano di quattro giovani attivisti, è stato co-creato durante i tempi più bui e spaventosi della regione, come atto di resistenza creativa contro l’Apartheid e come ricerca di un cammino verso l’uguaglianza e la giustizia.




Basel Adra, un giovane attivista palestinese di Masafer Yatta, combatte fin dall’infanzia contro l’espulsione di massa della sua comunità da parte dell’occupazione israeliana. Basel documenta la graduale cancellazione di Masafer Yatta, mentre i soldati dell'IDF distruggono le case delle famiglie: il più grande atto di trasferimento forzato mai effettuato nella Cisgiordania occupata. Nel dramma, Basel incrocia il suo cammino con Yuval Abraham, un giornalista israeliano che si unisce alla sua lotta, e per oltre mezzo decennio combattono insieme contro l’espulsione, avvicinandosi sempre di più. Il legame è segnato dalla profonda disuguaglianza tra loro: Basel, che vive sotto una brutale occupazione militare, e Yuval, libero e senza restrizioni. 

RECENSIONI

No Other Land è stato girato da un collettivo di quattro registi: i già citati Basel Adra e Yuval Abraham, più il palestinese Hamdam Ballal, amico di Basel, e Rachel Szor, regista israeliana con base a Gerusalemme.

Le loro riprese si estendono tra l'estate del 2019 e ottobre 2023. Si sono concluse quindi a ridosso dell'attacco di Hamas e della conseguente reazione israeliana, ancora in corso al momento in cui scriviamo. Ma il film, seguendo i ricordi di Basel, incorpora molti video registrati precedentemente da lui o da persone a lui vicine, con telefoni cellulari e piccole videocamere. No Other Land è un repertorio impressionante, mai visto prima, di azioni repressive ai danni di una comunità inerme che trova i modi per resistere, ricostruire, non reagire con la violenza. Ha un valore altissimo di testimonianza, anche retrospettiva. Si accumulano nel film sequenze "rubate", non programmate ma dettate dall'agenda militare: qualcuno corre con una camera in mano, per assicurare le prove di un sopruso e cercare al tempo stesso di schivare i proiettili. È quasi sempre Basel, a correre, col fiato corto e l'adrenalina di chi sa di mettere a rischio la propria vita. È l'immagine stessa, lo stilema, del caos e della violenza che il conflitto israelo-palestinese continuano a propagare da decenni.

Alle riprese delle demolizioni e delle incursioni militari sul territorio il film alterna stilemi narrativi semplici: momenti di riflessione condivisa tra Basel e Yuval, situazioni domestiche, pasti condivisi, le pause prima di addormentarsi, sempre in allerta per una possibile incursione di mezzi cingolati e truppe armate. Il semplice contrasto, paradossale, tra le esistenze di questi due coetanei e la forza - o forse meglio sarebbe dire la capacità - d'immedesimazione fa tutto il resto, al di qua dello schermo - "come ti sentiresti se distruggessero casa tua?" chiede Yuval in ebraico ai connazionali incursori - L'immedesimazione è ciò che in cui sperano i due amici e colleghi, e i loro due co-registi: continuare a mostrare, scrivere, testimoniare, per provocare in una reazione, oltre la commozione. Perché chi guarda possa sentirsi chiamato in causa. Per cambiare le cose. Tra i molti premi raccolti lungo il 2024, No Other Land ha vinto l' Audience Award e il Panorama Documentary Award alla Berlinale ed è stato votato Miglior documentario europeo agli EFA 2024.

Raffaella Giancristofaro - MyMovies.it


I quattro autori attivisti adottano un linguaggio in sintonia con il loro tempo, registrando la cruda realtà con camcorder VHS e con cellulari che diventano armi di resistenza, immersi in uno spazio polveroso che diventa il loro palcoscenico. Data la disperata esigenza di verità che non esita a mettere in luce le profonde piaghe di un contesto sociale e politico afflitto da problemi endemici, No Other Land può essere considerato un’opera che fa proprie le caratteristiche distintive del neorealismo italiano del dopoguerra. Il filo diretto con Roma città aperta (1945) di Roberto Rossellini, risiede nella capacità di raccontare, con un linguaggio crudo, le atrocità di un conflitto attraverso la resistenza di una comunità oppressa. Il capolavoro neorealista documentava la brutalità del regime nazista attraverso momenti di disperazione, mostrandoci l’impatto devastante della guerra su una città e sui suoi abitanti, come allo stesso modo No Other Land mostra le violenze subite dalla comunità palestinese, dalle demolizioni, fino alla sofferenza dei più vulnerabili, come donne e bambini, con un racconto sofferto che va oltre la semplice narrazione per diventare qualcosa di più viscerale e autentico. Un continuo interrogarsi su come un singolo individuo possa fare la differenza. “Cosa possiamo fare?” chiede il giornalista Israeliano Yuval a Basel, che risponde: “Possiamo solo continuare a filmare.”

Matteo di Maria - Sentieriselvaggi.it


No Other Land

documentario, Palestina/Norvegia, 2024, 96’
regia di Basel Adra, Hamdan Ballal, Yuval Abraham & Rachel Szor

Con il patrocinio di Amnesty International Italia

Premi: miglior documentario 2024 - European Film Awards; miglior documentario 2024 - International Documentary Film Festival Amsterdam (IDFA); miglior documentario 2024 - Gotham Award