Con l'obiettivo di integrare considerazioni di salute pubblica e di giustizia climatica nei negoziati sul clima delle Nazioni Unite, sabato 6 novembre durante la COP26 a Glasgow, l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha tenuto una Global Conference on Health & Climate Change, con la presenza di molti attori chiave della salute pubblica e della politica mondiale.

L'11 ottobre, l'OMS aveva pubblicato un rapporto speciale su cambiamenti climatici e salute: The Health Argument for Climate Action, presentato a quanti partecipano alla COP26. Il rapporto completo, insieme alle risorse dettagliate e ai casi di studio per ciascuna raccomandazione, può essere scaricato qui (PDF 4,7 MB). Quanto segue è tratto dall'introduzione del rapporto.

Gli impatti del cambiamento climatico sulla salute

Il cambiamento climatico è la più grande minaccia per la salute dell'umanità, e gli operatori sanitari di tutto il mondo stanno già rispondendo ai danni alla salute causati da questa crisi in corso.

L’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) ha concluso che per evitare impatti catastrofici sulla salute e prevenire milioni di morti legate ai cambiamenti climatici, il mondo deve limitare l'aumento della temperatura a 1,5°C. Le emissioni passate hanno già reso inevitabile un certo livello di aumento della temperatura globale e altri cambiamenti climatici. Tuttavia, il riscaldamento globale anche di 1,5°C non è considerato sicuro; ogni decimo di grado in più di riscaldamento avrà un grave impatto sulla vita e sulla salute delle persone.

Anche se nessuno è al sicuro da tali rischi, le persone che subiscono prima di tutte i peggiori danni per la salute dalla crisi climatica sono quelle che contribuiscono meno alle sue cause, e che sono meno in grado di proteggere se stesse e le proprie famiglie da essa: vale a dire, le persone appartenenti a paesi e comunità a basso reddito e svantaggiati.

La crisi climatica minaccia di annullare gli ultimi cinquant'anni di progressi nello sviluppo, nella salute globale e nella riduzione della povertà e di ampliare ulteriormente le disuguaglianze sanitarie esistenti tra e all'interno delle popolazioni. Essa mette seriamente a rischio la realizzazione della copertura sanitaria universale (UHC) in vari modi, anche aggravando l’attuale carico delle malattie ed esacerbando gli ostacoli esistenti all'accesso ai servizi sanitari, spesso nei momenti in cui sono più necessari. Più di 930 milioni di persone, circa il 12% della popolazione mondiale, spendono almeno il 10% del proprio budget familiare per pagare l'assistenza sanitaria. Con le persone più povere in gran parte prive di assicurazione, gli shock e gli stress sanitari spingono già ora circa cento milioni di persone ogni anno verso la povertà; tendenza, questa, peggiorata dagli impatti del cambiamento climatico.

Il cambiamento climatico sta già avendo un impatto sulla salute in una miriade di modi, provocando morte e malattie causate da eventi meteorologici estremi sempre più frequenti, come ondate di calore, tempeste e inondazioni, o a causa dell'interruzione dei sistemi alimentari, dell'aumento delle zoonosi e dei danni causati da cibo, acqua e dalle malattie trasmesse da vettori e a causa di problemi di salute mentale. Inoltre, il cambiamento climatico sta minando molti dei fattori sociali necessari per avere una buona salute, come i mezzi di sussistenza, l'uguaglianza e l'accesso all'assistenza sanitaria e alle strutture di supporto sociale. Questi rischi per la salute collegati al clima sono avvertiti in modo sproporzionato dai più vulnerabili e svantaggiati, tra cui donne, bambini, minoranze etniche, comunità povere, migranti o sfollati, popolazioni anziane e persone con malattie pregresse.

Sebbene sia inequivocabile che il cambiamento climatico influisca sulla salute umana, rimane difficile stimare con precisione la portata e l'impatto di molti rischi per la salute collegati al clima. Tuttavia, i progressi scientifici ci consentono progressivamente di attribuire un aumento della morbilità e della mortalità al riscaldamento indotto dall'uomo e di determinare in modo più accurato i rischi e l'entità di queste minacce per la salute.

A breve e medio termine, gli impatti dei cambiamenti climatici sulla salute saranno determinati principalmente dalla vulnerabilità delle popolazioni, dalla loro resilienza all'attuale tasso di cambiamento climatico e dalla portata e dal ritmo dell'adattamento. A più lungo termine, gli effetti dipenderanno sempre più dalla misura in cui vengono attuate le azioni di trasformazione per ridurre le emissioni ed evitare il superamento di soglie di temperatura pericolose e potenziali punti di non ritorno irreversibili.


The health argument for climate action

Intraprendere azioni rapide e ambiziose per fermare e invertire la crisi climatica ha il potenziale di apportare molti benefici, anche per la salute. I co-benefici sono definiti come: gli effetti positivi che una politica o una misura mirata a un obiettivo potrebbe avere su altri obiettivi, aumentando così i benefici complessivi per la società o l'ambiente.

I benefici per la salute pubblica derivanti da ambiziosi sforzi di mitigazione supererebbero di gran lunga i loro costi. Rafforzare la resilienza e sviluppare la capacità di adattamento ai cambiamenti climatici, d'altra parte, può anche portare a benefici per la salute proteggendo le popolazioni vulnerabili ad epidemie e disastri meteorologici, riducendo i costi sanitari e promuovendo l'equità sociale. I co-benefici per la salute derivanti dalle azioni per [fermare e invertire] i cambiamenti climatici sono ben evidenziati, offrono forti argomenti per un cambiamento trasformativo e possono essere ottenuti in molti settori, come quello per la creazione di energia, dei trasporti, dell'alimentazione e dell'agricoltura, dell’edilizia, dell'industria e della gestione dei rifiuti.

Per esempio, molte delle stesse azioni che riducono le emissioni di gas serra migliorano anche la qualità dell'aria, in sinergia con molti degli obiettivi del Sustainable Development Goals (SDGs). Alcune misure, come facilitare l'andare a piedi e in bicicletta, migliorano la salute attraverso una maggiore attività fisica, con conseguente riduzione delle malattie respiratorie, cardiovascolari, alcuni tipi di cancro, diabete e obesità. Un altro esempio è la promozione di spazi verdi urbani, che favoriscono la mitigazione e l'adattamento al clima, offrendo anche co-benefici per la salute, come una ridotta esposizione all'inquinamento atmosferico, effetti di raffreddamento locale, riduzione dello stress e un maggiore spazio ricreativo per l'interazione sociale e l'attività fisica. Un passaggio a diete più nutrienti a base vegetale in linea con le raccomandazioni dell'OMS, come terzo esempio, potrebbe ridurre significativamente le emissioni globali, garantire un sistema alimentare più resiliente ed evitare fino a 5,1 milioni di morti all’anno a causa dell’alimentazione entro il 2050.

La ricerca ha dimostrato che un'azione per il clima in linea con gli obiettivi dell'Accordo di Parigi salverebbe milioni di vite grazie al miglioramento della qualità dell'aria, della dieta e dell'attività fisica, tra gli altri benefici. Tuttavia, molti processi decisionali sul clima attualmente non tengono conto dei co-benefici per la salute e della loro valutazione economica. L’«Health and Climate Change 2021 Country Survey» dell’OMS ha rilevato che meno di un paese su cinque ha condotto una valutazione dei co-benefici per la salute delle politiche nazionali di mitigazione del clima, mentre la rivista dell’OMS Nationally Determined Contributions del 2021 sui contributi determinati a livello nazionale (NDC) ha scoperto che solo il 13% degli attuali NDC si impegna a quantificare o monitorare i co-benefici per la salute delle politiche o degli obiettivi climatici.

Sebbene ci siano significativi co-benefici per la salute derivanti da vari interventi sul clima, che possono agire come importanti incentivi etici ed economici, alcune politiche di mitigazione e adattamento al clima possono non massimizzare i guadagni per la salute o potenzialmente causare danni. Inoltre, permangono diverse sfide e ostacoli per la completa inclusione della salute nella valutazione dei costi delle politiche climatiche. È quindi fondamentale che la sanità e altri esperti siano pienamente coinvolti a tutti i livelli nei processi decisionali sul clima, per garantire che le considerazioni sulla salute e sull'equità siano ben comprese e prese in considerazione nell’elaborazione di politiche climatiche.

Raccomandazioni per il cambiamento climatico e la salute

Le raccomandazioni delineate nel COP26 Special Report sono state sviluppate da professionisti della salute, organizzazioni e parti interessate in tutto il mondo e rappresentano un'ampia dichiarazione di consenso da parte della comunità sanitaria mondiale sulle azioni necessarie per affrontare la crisi climatica, ripristinare la biodiversità e proteggere la salute.

Le raccomandazioni sono state sviluppate coinvolgendo oltre 150 organizzazioni e oltre 400 esperti e professionisti della salute, attraverso una serie di consultazioni e workshop in tutte e sei le regioni dell'OMS. Esse hanno lo scopo di informare i governi e le altre parti interessate in vista della XXVI COP della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC).

La COP26 è considerata un momento cruciale perché i governi del mondo si impegnino in un'azione collettiva al fine di limitare il cambiamento climatico. La conferenza mira a rendere operativo l'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, mentre le parti dell'accordo dovrebbero presentare piani climatici nazionali che riflettano la loro più alta ambizione possibile.

Le dieci raccomandazioni e i rispettivi punti di azione evidenziano l'urgente necessità e le numerose opportunità per i governi di dare priorità alla salute e all'equità nel movimento internazionale per il clima e nell'agenda per lo sviluppo sostenibile. Ogni raccomandazione è accompagnata da una selezione di risorse e casi di studio per aiutare a ispirare e guidare i responsabili delle politiche e gli operatori nell'attuazione delle soluzioni proposte.

Dieci raccomandazioni

  1. Impegnarsi per un sano recupero.
    Impegnarsi per una ripresa sana, verde e giusta da COVID-19.
  2. La nostra salute non è negoziabile.
    Mettere la salute e la giustizia sociale al centro dei colloqui sul clima delle Nazioni Unite.
  3. Sfruttare i benefici per la salute dell'azione per il clima.
    Dare priorità a quegli interventi climatici che hanno maggiori vantaggi per la salute, sociali ed economici.
  4. Costruire una resilienza sanitaria ai rischi climatici.
    Costruire sistemi e strutture sanitari resilienti al clima e sostenibili dal punto di vista ambientale e sostenere l'adattamento e la resilienza alla salute in tutti i settori.
  5. Creare sistemi energetici che proteggano e migliorino il clima e la salute.
    Guidare una transizione giusta e inclusiva verso le energie rinnovabili per salvare vite umane dall'inquinamento atmosferico, in particolare dalla combustione del carbone. Porre fine alla povertà energetica nelle famiglie e nelle strutture sanitarie.
  6. Immaginare in modo nuovo gli ambienti urbani, i trasporti e la mobilità.
    Promuovere un design urbano e sistemi di trasporto sani e sostenibili, con un migliore uso del territorio, con l’accesso a spazi pubblici verdi e blu, con la priorità per gli spostamenti a piedi, in bicicletta e coi trasporti pubblici.
  7. Proteggere e ripristinare la natura come fondamento della nostra salute.
    Proteggere e ripristinare i sistemi naturali, le basi per una vita sana, i sistemi alimentari e i mezzi di sussistenza sostenibili.
  8. Promuovere sistemi alimentari sani, sostenibili e resilienti.
    Promuovere una produzione alimentare sostenibile e resiliente e diete più convenienti e nutrienti, che si traducano in risultati sia per il clima che per la salute.
  9. Finanziare un futuro più sano, più equo e più verde per salvare vite.
    Transizione verso un'economia del benessere.
  10. Ascoltare la comunità sanitaria e prescrivere un'azione urgente per il clima.
    Mobilitare e sostenere la comunità sanitaria sull'azione per il clima.


    Climate & Capitalism

    Traduzione di Alessandro Cocuzza - Redazione di Antropocene.org

    Fonte: Climate&Capitalism 12.10.2021


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