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Capitalismo


  • Che cosa succede quando un sistema economico fonda il proprio funzionamento sulla consapevolezza che le risorse del pianeta non sono infinite? È da questa domanda che parte Arnaud Orain, economista e storico francese, nel suo nuovo saggio: La confisca del mondo. Un libro ambizioso, che attraversa cinque secoli di storia per delineare le forme di un capitalismo che ha sempre saputo – o temuto – che il mondo fosse finito, limitato, chiuso. Orain definisce questo modello «capitalismo della finitudine»: un sistema che non si basa sull’espansione illimitata, ma sulla predazione, sulla corsa all’accaparramento e al controllo delle sempre piú scarse risorse del pianeta.

  • Fonte: Michael Roberts blog - 20.01.2024

    Mentre i miliardari si incontrano nel lusso, Oxfam pubblica una sconcertante condanna dell'incapacità del capitale di soddisfare i bisogni dell'umanità.

  • La grande accelerazione. Una storia ambientale dell'Antropocene dopo il 1945, di Peter Engelke e John R. McNeill, Einaudi, 2018. La Terra è da poco entrata in una nuova era, in cui l’uomo condiziona sempre piú massicciamente l’ecologia globale: il periodo piú anomalo nella storia della nostra relazione con la biosfera.

  • Sono qui raccolti i quattro interventi di Ian Angus - pubblicati nel 2021/2022 su Climate&Capitalism - sul ruolo della pesca nella nascita e diffusione del capitalismo, e sul ruolo giocato dal capitalismo nella attuale estinzione di massa della vita oceanica.



  • Fonte: Inequality.org - 03.12.2024

    Il patrimonio netto complessivo dei dodici maggiori miliardari americani ha superato, il 3 dicembre, i 2.000 miliardi di dollari.

  • La seconda contraddizione del capitalismo. Introduzione a una teoria e storia dell'ecologia, di James O'Connor, ombre corte, 2021. Protagonista di rilievo dei movimenti per i diritti civili e delle minoranze etniche e razziali, James O’Connor ha scritto testi fondamentali per la comprensione del capitalismo e delle sue crisi.

  • La tragedia della lavoratrice. L'alba del Proletarocene, di Salvage Collective, Produzioni Nero, 2022.

    Il cambiamento climatico è ormai irreversibile, il pianeta corre dritto verso l’apocalisse. La piena coscienza della portata di quel che ci aspetta e degli effetti che produrrà su ogni aspetto delle nostre vite non può che accompagnarsi allo stupore per non aver ancora fatto niente. Perché non c’è una riunione di emergenza a settimana in ogni città, in ogni paese o quartiere? Perché non ammettiamo che il disastro climatico e ambientale è una diretta conseguenza dei processi di accumulazione infinita che perpetuano il capitalismo? È possibile creare un orizzonte comunista che offra una nuova alba al crepuscolo planetario?

    La tragedia della lavoratrice è un pamphlet brillante e rigoroso che riflette sulla pulsione di morte del capitalismo, sui complicati legami della sinistra con i combustibili fossili e le false promesse del «capitalismo verde», e sull’ondata «ecofascista» che avanza pericolosamente all’aumentare delle migrazioni climatiche. In risposta alla crisi planetaria, gli autori propongono un «Comunismo Salvage», un programma di ristrutturazione e riparazione che deve precedere qualsiasi comunismo di lusso. Mobilitando esplicitamente il pessimismo politico come spinta rivoluzionaria e antidoto alle derive ecomoderniste della sinistra, La tragedia della lavoratrice chiama a immaginare un futuro alternativo capace di rimediare alle devastazioni del capitalismo e rigenerare il mondo. Prima che sia troppo tardi.


    In questo libro il formidabile Collettivo Salvage affronta la questione fondamentale del nostro tempo: la crisi ecologica. Il risultato è il saggio più bello e urgente mai scritto sul significato della catastrofe climatica nella lotta per il comunismo, nel passato, nel presente e nel futuro. - Andreas Malm

    Una lettura essenziale che chiarisce la logica produttiva-distruttiva del capitalismo e il danno ecologico che ha inflitto. - Morning Star

  • Fonte: Badiale & Tringali - 27.02.2022 -

    Appare ormai abbastanza diffuso il riconoscimento del fatto che l’azione umana sul sistema terrestre sia arrivata al punto da mettere in pericolo i principali cicli fisici, chimici e biologici del sistema stesso. La relativa stabilità di tali cicli è stata fino ad oggi il fondamento naturale delle civiltà umane, e metterne in pericolo l’autoriproduzione significa dunque ipotecare il futuro dell’attuale civiltà e spingersi pericolosamente nella direzione di un gravissimo collasso sociale.


  • Fonte: Michael Roberts blog - 03.10.2025

    Güney Işıkara e Patrick Mokre hanno pubblicato un libro approfondito che spiega come la teoria del valore di Marx funzioni per spiegare le tendenze e le fluttuazioni nelle moderne economie capitalistiche. Il titolo, Marx’s Theory of Value at the Frontiers – Classical Political Economics, Imperialism and Ecological Breakdown[La teoria del valore di Marx alle frontiere – Economia politica classica, imperialismo  e collasso ecologico], indica al lettore che il libro tratta della legge del valore di Marx applicata a quelle che gli autori definiscono le sue “frontiere”, ovvero i mercati e il commercio, l'imperialismo e la crisi ambientale globale.

  • Le merci e i valori. Per una critica ecologica al capitalismo, di Giorgio Nebbia, Jaca Book, 2002.

    In Italia la coscienza ecologica deve molto a Giorgio Nebbia, docente emerito di merceologia, chimico di formazione. Nebbia è, di fatto, uno dei principali storici italiani delle materie prime, delle merci e dei processi industriali: in questo volume indica delle possibili alternative all'attuale modello di sviluppo che aiutino gli uomini a soddisfare le proprie necessità materiali, facilitando l'aspirazione a rapporti umani più decenti.

  • Una delle più consolidate convenzioni della cultura occidentale è l’associazione del capitalismo con la città. É invalsa la supposizione che esso sia nato e cresciuto nelle città.

  • Fonte: Monthly Review Press1993

    Il conflitto sempre
    più crescente tra ecologia e capitalismo riflette l'intensità con cui il profitto è diventato sorprendentemente la connessione primaria e più potente tra gli esseri umanie tra gli esseri umani e la natura.

  • Fomte: Invariance - 23.07.2022

    Gli uomini combattono, si uccidono, ma è la natura a soffrire di più: la sua distruzione aggrava il rischio di estinzione, che si accresce anche a causa della continua erosione della naturalità delle specie. - Jacques Camatte

  • Fonte: Michael Roberts blog - 25.10.2022

    Il peana al capitalismo di un grande economista sottace le gravi disuguaglianze, le guerre e la devastazione ecologica.

  • The War Against the Commons. Dispossession and Resistance in the Making of Capitalism, di Ian Angus, Monthly Review, 2023.

    Un resoconto storico sulle strategie di autodifesa dei popoli poveri di fronte al saccheggio delle loro terre e del loro lavoro.

  • Sfruttamento, inquinamento, guerra. Scienza di classe, di Jean Fallot, Orthotes, 2025. Pubblicato per la prima volta in Italia nel 1976 con un’introduzione di Dario Paccino, ora inclusa in appendice, il libro indaga il legame profondo tra quelle che Jean Fallot definisce “le tre teste del capitale”. Se la guerra imperialistica, come tutte le forme di violenza degli sfruttatori, rappresenta la condizione strutturale delle società di classe, funzionale a difendere i privilegi e spartirsi risorse e territori, l’inquinamento, per contro, ne è la conseguenza storicamente determinata.

  • Fonte: Badiale & Tringali - 15.07.2022

    In questo intervento, Marino Badiale esamina alcune delle spiegazioni che tentano di formulare una risposta al paradosso in cui viviamo: stiamo andando verso un collasso sociale mai visto prima, e a nessuno, o quasi, importa. Argomenta la loro insufficienza ed espone alcune considerazioni sul problema in questione.

  • Questo testo è una critica dettagliata delle "soluzioni" proposte dalla "economia ambientale" - che ruotano principalmente intorno alla monetizzazione della natura, alla "internalizzazione" delle risorse naturali all'interno del mercato capitalistico. Articolo pubblicato originariamente sul sito Αντίθεση (Antitesis) nel dicembre 2016. (Fonte: Antithesis- 28.08.2017)




  • Fonte: Monthly Review - 01.09.2025

    Per comprendere la crisi del sistema imperialista mondiale del ventunesimo secolo, è fondamentale considerarla nei termini di presente come storia, cioè come conseguenza di un processo storico durato secoli (Paul M. Sweezy, The Present as History, Monthly Review Press, 1953, trad. it. Il presente come storia, Einaudi, 1970).


  • Questa presentazione di Tecnofeudalesimo, il libro di Varoufakis pubblicato nel 2023, è realizzata attraverso ampie citazioni del volume che per comodità non sono riportate tra virgolette ma riorganizzate in modo da fornire un'esposizione sintetica della tesi dell'autore.

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