Fonte: Climate&Capitalism - 30.10.2026
Sono passati ormai undici anni da quando i governi di tutto il mondo hanno firmato l’Accordo di Parigi, promettendo di mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5°C. Nonostante alcuni miglioramenti marginali, l'obiettivo di 1,5°C è ormai irraggiungibile, i livelli di CO2 atmosferici stanno raggiungendo picchi record e il riscaldamento globale sta accelerando.
Di conseguenza, «il cambiamento climatico sta influenzando sempre più la salute, minacciando la sopravvivenza delle persone in tutto il mondo e la finestra di opportunità per evitare un futuro potenzialmente catastrofico si sta rapidamente chiudendo».
Questa è una delle principali conclusioni del rapporto 2026 di "the Lancet Countdown on Health and Climate Change", un progetto di ricerca globale creato nel 2016 per monitorare i progressi dell’accordo di Parigi e fornire dati scientifici a sostegno di una risposta al cambiamento climatico volta a tutelare la salute. Circa 146 ricercatori multidisciplinari provenienti da oltre 30 paesi hanno contribuito al rapporto del 2026, che segnala che «l’azione intrapresa rimane gravemente insufficiente» e sollecita l’Organizzazione Mondiale della Sanità «a riconoscere formalmente il cambiamento climatico come emergenza sanitaria globale e di conseguenza, ad affrontarlo».
Il cambiamento climatico è diventato un’emergenza sanitaria globale cronica e in rapido peggioramento, il cui peso maggiore ricade su coloro che meno sono in grado di far fronte a questi cambiamenti e di adattarvisi. Tutti questi elementi evidenziano l’urgente necessità di una risposta senza precedenti e intersettoriale per proteggere la vita e la salute delle persone in ogni paese. Per garantire un futuro vivibile è essenziale ridurre rapidamente le emissioni di gas serra e adattarsi al riscaldamento globale ormai inevitabile.
Chiunque definisca tutto ciò "allarmismo" dovrebbe riflettere su questi dati: tra il 2006-2015 e il 2016-2023, i decessi annuali legati al caldo sono aumentati del 36%. Nel 2016-2023, quasi 3 milioni di persone sono morte a causa del caldo eccessivo provocato dal cambiamento climatico. Solo nel 2023, il caldo è stato associato a una cifra record di 710.000 decessi stimati a livello globale, il 71,5% dei quali è stato attribuito al cambiamento climatico.
| Alcuni dati sul rapporto tra clima e salute tratti dal Lancet Countdown del 2026
• A livello globale, l’83% delle giornate di ondate di calore a cui la popolazione è stata esposta nel 2025 non si sarebbe verificato senza il cambiamento climatico. |
I rapporti definitivi sul cambiamento climatico sono massicci documenti prodotti dal Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (IPCC), ma vengono pubblicati solo dopo forti pressioni politiche e numerose modifiche al testo. Di conseguenza, si sono dimostrati, per così dire, particolarmente reticenti nell’attribuire responsabilità sociali e politiche per il cambiamento climatico.
Il Lancet Countdown, al contrario, è scritto, curato e pubblicato da esperti scientifici in materia di clima e salute. Essi non hanno bisogno di rispettare gli interessi aziendali e, di fatto, non lo fanno. Sono espliciti: «La morsa sempre più stretta dei combustibili fossili sta spingendo il mondo verso un futuro sempre più pericoloso».
Nonostante sia fondamentale la necessità di abbandonare i combustibili fossili per proteggere la salute e le vite umane, gli interessi acquisiti continuano ad ostacolare il progresso. Le lobbying e la disinformazione da parte degli interessi legati ai combustibili fossili e dei loro alleati politici continuano a indebolire il sostegno alle azioni concrete, contrastando il crescente corpus di letteratura scientifica sui legami tra salute e cambiamento climatico...
Per affrontare il cambiamento climatico è necessaria la trasformazione dei sistemi socioeconomici globali. Questi cambiamenti minacciano gli interessi politici ed economici in carica, provocando l'ostruzionismo organizzato da parte degli interessi dei combustibili fossili e degli alleati politici conservatori. L’uso della disinformazione da parte dell’industria dei combustibili fossili - la diffusione intenzionale della disinformazione - per ostacolare l’azione per il clima e difendere i prodotti nocivi, lo rende un "determinante commerciale della salute".
Già all’inizio degli anni ’80 le principali compagnie petrolifere avevano previsto con precisione il cosiddetto riscaldamento globale potenzialmente catastrofico, e al proprio interno avevano riconosciuto la necessità di sostituire i combustibili fossili. Come conseguenza hanno intrapreso una campagna pluridecennale e multimiliardaria di disinformazione, propaganda e lobbying per impedire l’eliminazione graduale dei combustibili fossili, confondendo l’opinione pubblica e i responsabili politici riguardo al cambiamento climatico e alle sue soluzioni.
Gli autori del Lancet Countdown 2026 si sforzano di individuare sviluppi positivi - come il maggiore ricorso alle fonti di energia rinnovabile - ma nel complesso il loro tono è pessimistico. «Poiché un ulteriore riscaldamento è ormai inevitabile, questi rischi continueranno ad aggravarsi, aumentando il rischio di molteplici impatti climatici che si accumulano, e spingendo il mondo verso un futuro sempre più pericoloso».
In risposta a quella che giustamente definisce «un’emergenza sanitaria globale in intensificazione», il rapporto propone una serie di «urgenti cambiamenti a livello di sistema, che sostengano una mitigazione incisiva e un adattamento efficace». Il più importante di questi è una rapida eliminazione graduale dei combustibili fossili, compreso il divieto immediato di qualsiasi ulteriore esplorazione e di nuovi progetti di sfruttamento in tutti i paesi.
Come conclude il rapporto: «Attuare queste misure e raggiungere questi obiettivi non è più solo la più grande opportunità del secolo in materia di salute pubblica: potrebbe essere l’unica speranza per un futuro sicuro».
Ian Angus
Traduzione a cura della Redazione di Antropocene Ecologia Socialismo
Fonte: Climate&Capitalism 30.10.2026

