Fonte: Climate&Capitalism - 09.10.2025
L'Amazzonia ha subito la stagione degli incendi più distruttiva degli ultimi vent'anni, con un rilascio impressionante di 791 milioni di tonnellate di anidride carbonica, pari alle emissioni annuali della Germania. Gli scienziati hanno rilevato che la principale fonte di emissioni di carbonio è stata la distruzione causata dagli incendi, e non la deforestazione, segnalando un pericoloso cambiamento nel declino della foresta pluviale.

Un nuovo studio condotto dai ricercatori dell'European Commission’s Joint Research Centre [Centro Comune di Ricerca della Commissione Europea] rivela che la foresta pluviale amazzonica ha appena subito la stagione di incendi boschivi più devastante degli ultimi vent'anni, che ha provocato emissioni di carbonio record e messo in luce la crescente fragilità ecologica della regione, nonostante il rallentamento del processo di deforestazione. Gli incendi del 2024 hanno rilasciato nell'atmosfera circa 791 milioni di tonnellate di anidride carbonica, che corrispondono all'incirca alle emissioni annuali della Germania. Ciò rappresenta un aumento di sette volte rispetto alla media dei due anni precedenti.
Secondo lo studio pubblicato su Biogeosciences, solo nell'anno scorso gli incendi hanno colpito 3,3 milioni di ettari di foresta amazzonica. Questo impressionante aumento dell'attività degli incendi è probabilmente dovuto a una combinazione di stress da siccità estrema aggravata dai cambiamenti climatici, frammentazione forestale e cattiva gestione dell'uso del suolo (ad esempio, incendi fuori controllo o incendi dolosi appiccati da accaparratori di terreni), che ha portato a un significativo degrado forestale. Per la prima volta nell'analisi relativa al periodo 2022-2024, il degrado causato dagli incendi ha superato la deforestazione come principale fattore di emissioni di carbonio in Amazzonia.
Altrettanto allarmante è stata la diffusione geografica degli incendi. In Brasile, il 2024 ha segnato il livello più alto di emissioni da degrado forestale mai registrato. In Bolivia, gli incendi hanno colpito oltre il 9% della copertura forestale rimasta intatta nel Paese, il che rappresenta un duro colpo per una regione che storicamente ha svolto un ruolo fondamentale come riserva di biodiversità e serbatoio di carbonio.
Mentre i rapporti precedenti evidenziavano i pericoli della deforestazione, questo studio mette in luce una minaccia ancora più insidiosa: il degrado causato dagli incendi che erode l'integrità delle foreste senza necessariamente distruggerle. Le foreste degradate possono sembrare intatte dall'alto, ma perdono una parte significativa della loro biomassa e della loro funzione ecologica. A differenza delle aree disboscate, queste foreste degradate spesso sfuggono ai sistemi di contabilità nazionale e ai quadri politici internazionali.
Lo studio richiede un'azione immediata e coordinata per ridurre l'uso del fuoco, per rafforzare le politiche di protezione delle foreste e sostenere gli sforzi di gestione locale e indigena. Sottolinea inoltre la necessità di migliorare i meccanismi internazionali di finanziamento per il clima che riconoscano e affrontino il degrado forestale, non solo la deforestazione.
Traduzione a cura della Redazione di Antropocene.org
Fonte: Climate&Capitalism 09.10.2025


