Fonte: Climate&Capitalism - 26.08.2025
Miliardi di persone in tutto il mondo non hanno ancora accesso ai servizi essenziali di approvigionamento idrico, igiene e servizi igienico-sanitari, il che li espone al rischio di malattie e di una maggiore esclusione sociale.

Un nuovo rapporto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e dell'UNICEF, Progress on Household Drinking Water and Sanitation 2000–2024: special focus on inequalities – pubblicato durante la Settimana Mondiale dell'Acqua 2025 (Stoccolma, 24-28 agosto) – rivela che, nonostante siano stati compiuti alcuni progressi, permangono ancora notevoli disuguaglianze. Le persone che vivono in paesi a basso reddito, in contesti fragili, nelle comunità rurali, i bambini e le minoranze etniche e indigene sono quelli che devono affrontare le maggiori disparità.
L'aggiornamento, prodotto dal WHO/UNICEF Joint Monitoring Programme for Water Supply [Programma congiunto di monitoraggio per l'approvvigionamento idrico e i servizi igienico-sanitari (JMP) dell'OMS e dell'UNICEF], fornisce nuove stime nazionali, regionali e globali su acqua potabile e servizi igienico-sanitari nelle famiglie dal 2000 al 2024. Il rapporto contiene anche dati approfonditi sulla salute mestruale in 70 paesi, sottolineando le problematiche che riguardano le donne e le ragazze di tutte le fasce di reddito.
Aspetti chiave evidenziati dal rapporto
♦ Nonostante i progressi compiuti dal 2015, 1 persona su 4, ovvero 2,1 miliardi di persone in tutto il mondo, non ha ancora accesso ad acqua potabile gestita in modo sicuro, compresi 106 milioni che bevono direttamente da fonti di superficie non trattate.
♦ 3,4 miliardi di persone non dispongono ancora di servizi igienici gestiti in modo sicuro, tra cui 354 milioni che praticano la defecazione all'aperto.
♦ 1,7 miliardi di persone non hanno ancora accesso ai servizi igienici di base in casa, di cui 611 milioni sono senza accesso ad alcuna struttura.
♦ Le persone nei paesi meno sviluppati - rispetto alle persone di altri paesi - hanno più del doppio delle probabilità di non avere accesso all'acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari di base, e più del triplo delle probabilità di non avere accesso all'igiene di base.
♦ Sebbene vi siano stati miglioramenti per le persone che vivono nelle aree rurali, si registra ancora un ritardo. La copertura di acqua potabile gestita in modo sicuro è aumentata dal 50% al 60% tra il 2015 e il 2024, e la copertura igienica di base, dal 52% al 71%. Al contrario, la copertura di acqua potabile e servizi igienici nelle aree urbane è stagnante.
♦ I dati provenienti da 70 paesi mostrano che, sebbene la maggior parte delle donne e delle adolescenti disponga di prodotti igienici per il ciclo mestruale e di un luogo privato dove cambiarsi, molte non hanno a disposizione prodotti sufficienti per cambiarsi tutte le volte che è necessario. Le adolescenti di età compresa tra 15 e 19 anni hanno meno probabilità rispetto alle donne adulte di partecipare ad attività durante il ciclo mestruale, come andare a scuola, al lavoro e svolgere attività sociali.
♦ Nella maggior parte dei paesi per i quali sono disponibili dei dati, le donne e le ragazze sono le principali responsabili della raccolta dell'acqua e molte di loro, nell'Africa subsahariana e nell'Asia centrale e meridionale, dedicano più di 30 minuti al giorno a questa attività.
♦ Con l'avvicinarsi degli ultimi cinque anni dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, sarà necessario accelerare il raggiungimento degli obiettivi per porre fine alla defecazione all'aperto e garantire l'accesso universale ai servizi idrici, igienico-sanitari e igienici di base, mentre la copertura universale di servizi gestiti in sicurezza appare sempre più irraggiungibile.
Traduzione a cura della Redazione di Antropocene.org
Fonte: Climate&Capitalism 26.08.2025

