Fonte: Climate&Capitalism - 17.03.2025
Il 13 marzo, alla 90° conferenza annuale di North American Wildlife and Natural Resources a Louisville, in Kentucky, è stato pubblicato il rapporto 2025 US State of the Birds. Prodotto da un coordinamento di importanti organizzazioni scientifiche e di conservazione, il rapporto rivela continui e diffusi cali nelle popolazioni di uccelli selvatici americani in tutti gli habitat continentali e marini, con 229 specie che richiedono urgenti azioni di conservazione. Il rapporto arriva cinque anni dopo lo storico studio del 2019 che ha documentato la perdita, in cinquant'anni, di tre miliardi di uccelli in Nord America.
I principali risultati del nuovo rapporto mostrano che più di un terzo delle specie di uccelli statunitensi sono considerate a rischio alto o moderato del loro stato di conservazione, tra cui 112 specie "Tipping Point" che hanno perso più del 50% delle loro popolazioni negli ultimi cinquant’anni. Tra queste vi sono 42 specie collocate ad un livello di allarme rosso, che riguarda popolazioni pericolosamente in calo, come il colibrì di Allen, il merlo tricolore e il passero di palude, uccelli che sono a rischio, in assenza di un intervento immediato.
«Gli uccelli ci dicono che siamo in piena emergenza in tutti gli habitat», ha affermato Marshall Johnson, responsabile della conservazione presso la National Audubon Society.
Secondo il rapporto, le popolazioni di uccelli sono in declino in quasi tutti gli habitat. In particolare, le popolazioni di anatre, che erano state una nota positiva nei precedenti rapporti sullo stato degli uccelli, hanno registrato un andamento decrescente negli ultimi anni.
Come ha affermato la dott.ssa Amanda Rodewald, direttrice della facoltà del Center for Avian Population Studies del Cornell Lab of Ornithology, «Il rapido declino degli uccelli segnala l'intensificarsi dei fattori di stress che la fauna selvatica e le persone stanno vivendo in tutto il mondo a causa della perdita di habitat, del degrado ambientale e degli eventi meteorologici estremi». «Quando assistiamo a cali come quelli descritti nel rapporto, dobbiamo ricordare che se le condizioni non sono salutari per gli uccelli, è improbabile che lo siano per noi».
(Materiali forniti dalla Cornell University, Ithaca, New York)
Traduzione a cura della Redazione di Antropocene.org
Fonte: Climate&Capitalism 17.03.2025


