Fonte: Common Dreams - 27.12.2024

Nuove relazioni dimostrano che l'EPA - U.S. Environmental Protection Agency (Agenzia statunitense per la protezione dell'ambiente), sapeva da più di 20 anni che i fanghi di depurazione contengono livelli elevati di PFAS, le cosiddette "sostanze chimiche per sempre".



Secondo un'indagine del New York Times, pubblicata il 27 dicembre 2024, l'EPA continua a promuovere un fertilizzante di uso comune, nonostante oltre 20 anni fa sia stata informata che il suo componente principale contiene alti livelli di cosiddette "sostanze chimiche per sempre" .

La giornalista del Times, Hiroko Tabuchi, ha esaminato migliaia di pagine di documenti vecchi di decenni, ed ha scoperto che all'inizio degli anni 2000, gli scienziati del gigante chimico 3M avevano rilevato alti livelli di sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche (PFAS) nelle acque reflue degli Stati Uniti. I fanghi di depurazione sono ampiamente utilizzati come fertilizzante agricolo. I PFAS sono chiamati "sostanze chimiche per sempre" perché non si biodegradano e si accumulano nell'ambiente e nel corpo umano. Hanno innumerevoli utilizzi: dalle pentole antiaderenti agli indumenti impermeabili, dalla schiuma antincendio ai pesticidi.

Nel 2003 i dirigenti della 3M - i cui ricercatori avevano già correlato i PFAS al cancro, ai difetti alla nascita e ad altre malattie - informarono l'EPA delle loro scoperte. Tuttavia, come ha osservato Tabuchi, «l'EPA continua a promuovere i fanghi di depurazione come fertilizzante e non richiede test per i PFAS, nonostante il fatto che nel corso degli anni, whistleblowers, accademici, funzionari statali e studi interni dell'agenzia stessa abbiano sollevato preoccupazioni sulla contaminazione».

Secondo l'U.S. Agency for Toxic Substances and Disease Registry (Agenzia statunitense per le sostanze tossiche e il registro delle malattie), i PFAS sono correlati a tumori ai reni ed ai testicoli, a neonati con basso peso, a soppressione del sistema immunitario ed altri effetti negativi sulla salute. Sono presenti nel sangue di circa il 99% delle persone in tutto il mondo. I dati dell'EPA mostrano che i PFAS sono presenti nell'acqua potabile di decine di milioni di americani.

Secondo Tabuchi, gli esperti dell'EPA avevano espresso preoccupazione per i PFAS già negli anni '90, ma i loro avvertimenti non furono ascoltati.

L' inchiesta del Times segue un reportage di Rebecca Barglowski, pubblicato su Prism a metà dicembre, che dimostrava come l'EPA e i funzionari statali del New Jersey fossero da quasi due decenni a conoscenza della presenza di acqua contaminata da PFAS.

Tabuchi ha osservato che «il paese sta iniziando a rendersi conto delle conseguenze» dell'onnipresenza dei PFAS. Tuttavia, solo uno stato, il Maine, ha iniziato a testare sistematicamente le aziende agricole in merito ai PFAS. Ha anche vietato l'uso di fanghi di depurazione per fertilizzare i campi.

A livello federale, l'amministrazione Biden ha pubblicato nel 2021 la sua prima "PFAS Strategic Roadmap" che ha designato le "sostanze chimiche per sempre" come «un problema urgente per la salute pubblica e l'ambiente». All'inizio del 2024, l'EPA ha portato a termine un programma Superfund al fine di «contribuire a far sì che gli inquinatori paghino per bonificare le loro contaminazioni» in tutta la nazione.

Tuttavia, l'industria chimica sta contrastando gli sforzi per fronteggiare i PFAS, anche attraverso l'uso di ricerche che gli esperti hanno definito di parte. Gli esperti hanno anche segnalato che la nuova amministrazione Trump farà decadere i regolamenti emanati nell'era Biden, esautorerà gli specialisti dell'EPA e lascerà che siano i politici a prendere le decisioni cruciali in materia di regolamentazione.

Durante l'amministrazione Biden, l'EPA ha sostenuto di non poter essere citata in giudizio per non aver intrapreso azioni adeguate a proteggere il pubblico dalla contaminazione da PFAS.

Nel giugno scorso, l'organizzazione no-profit, Public Employees for Environmental Responsibility (PEER), ha citato in giudizio l'EPA per conto di un gruppo di agricoltori, allevatori e gruppi ecologisti, «per non aver adempiuto al suo dovere obbligatorio di identificare e regolamentare gli inquinanti tossici presenti nei fanghi di depurazione» utilizzati come fertilizzante. In settembre, l'EPA ha avviato una mozione per archiviare la causa, sostenendo di avere piena discrezionalità in merito all'identificazione e all'elenco degli inquinanti.

«L'EPA sembra aver perso ogni senso del suo obbligo legale e morale di proteggere la salute pubblica», ha dichiarato l'avvocato ed ex scienziata dell'EPA Kyla Bennett. «Secondo il linguaggio semplice del Clean Water Act, l'EPA ha l'obbligo di identificare e regolamentare le sostanze che rappresentano una minaccia per la salute umana e per l'ambiente, non solo di pubblicare un rapporto al riguardo».


Brett Wilkins

Traduzione a cura della Redazione di Antropocene.org

Fonte: Common Dreams 27.12.2024