Fonte: Climate&Capitalism - 10.10.2024
Un nuovo studio offre la panoramica più dettagliata, fino ad ora, su come la temperatura superficiale della Terra sia cambiata negli ultimi 485 milioni di anni. I dati mostrano che la Terra è stata e può essere più calda di oggi, ma gli esseri umani e gli animali non riescono ad adattarsi abbastanza velocemente per tenere il passo con il cambiamento climatico causato dall'uomo.
Pubblicato sulla rivista «Science», lo studio presenta una curva della temperatura media globale della superficie che rivela che la temperatura della Terra è variata più di quanto si pensasse in precedenza per gran parte dell'Eone Fanerozoico, un periodo di tempo geologico in cui la vita si è diversificata, ha popolato la Terra e ha sopportato molteplici estinzioni di massa. La curva conferma anche che la temperatura della Terra è fortemente correlata alla quantità di anidride carbonica nell'atmosfera.
L'inizio dell'Eone Fanerozoico, 540 milioni di anni fa, è segnato dall'Esplosione Cambriana, un momento in cui organismi complessi e dal guscio duro apparvero per la prima volta nei reperti fossili. Sebbene i ricercatori possano creare simulazioni che risalgono fino a 540 milioni di anni fa, nello studio la curva della temperatura si concentra sugli ultimi 485 milioni di anni*, poiché ci sono dati geologici limitati sulla temperatura precedente.
Il perfezionamento della comprensione, da parte degli scienziati, su come la temperatura della Terra ha fluttuato nel tempo, offre un quadro determinante per comprendere il cambiamento climatico moderno. «Se si studiano gli ultimi due milioni di anni, non si troverà nulla che assomigli a ciò che ci aspettiamo nel 2100 o nel 2500», ha affermato Scott Wing, coautore del documento e curatore di paleobotanica presso lo Smithsonian National Museum of Natural History di Washington. «Bisogna risalire a periodi in cui la Terra era molto calda, perché solo così potremo comprendere meglio come il clima potrebbe cambiare in futuro».
La nuova curva rivela che negli ultimi 485 milioni di anni la temperatura è variata più di quanto si pensasse in precedenza. Nel corso dell'eone, la temperatura media globale è passata da 11 a 36 gradi Celsius. I periodi di calore estremo sono stati spesso collegati a livelli elevati di anidride carbonica - un gas serra - nell'atmosfera.
«Questa ricerca illustra chiaramente che l'anidride carbonica è il fattore di controllo dominante sulle temperature globali nel corso del tempo geologico», ha affermato la coautrice Jessica Tierney, paleoclimatologa presso l'Università dell'Arizona. «Quando la CO2 è bassa, la temperatura è fredda; quando la CO2 è alta, la temperatura è calda».
Le scoperte rivelano anche che l'attuale temperatura globale della Terra, pari a 15°C, è più fredda di quella che si è registrata in gran parte del Fanerozoico. Ma le emissioni di gas serra derivanti dal cambiamento climatico causato dall'uomo, affermano i ricercatori, stanno attualmente riscaldando il pianeta a un ritmo molto più veloce rispetto agli eventi di riscaldamento più rapidi avvenuti nel Fanerozoico. La velocità del riscaldamento mette a rischio specie ed ecosistemi in tutto il mondo, e sta causando un rapido innalzamento del livello del mare. Altri episodi di rapido cambiamento climatico durante il Fanerozoico hanno provocato estinzioni di massa.
Il rapido passaggio a un clima più caldo potrebbe rappresentare un pericolo per gli esseri umani, che hanno vissuto per lo più in un intervallo ristretto di temperature globali più fredde. «Tutta la nostra specie si è evoluta in un clima da 'iglù', che non rispecchia la maggior parte della storia geologica», ha affermato Tierney. «Stiamo modificando il clima in un posto che è davvero fuori contesto per gli esseri umani. Il pianeta è stato e può essere più caldo, ma gli esseri umani e gli animali non possono adattarsi così velocemente».
* L'intera storia della vita degli ominidi si è verificata solo negli anni freddi del tardo Cenozoico, in basso a destra nel grafico. Clicca per vedere l'immagine ingrandita.
Traduzione di Alessandro Cocuzza
Fonte: Climate&Capitalism 10.10.2024


