Fonte: Climate&Capitalism - 07.06.2026

Speculazione e aumento esorbitante dei prezzi mentre milioni di persone subivano la peggiore pandemia dell’era moderna.



[Il titolo provvisorio del mio prossimo libro è Social Murder: Capitalism’s Assault on OurHealth and Survival (Omicidio sociale: l’attacco del capitalismo alla nostra salute e alla nostra sopravvivenza). Questa è la bozza di un capitolo. Correzioni, commenti e suggerimenti sono più che benvenuti.]




«Nel mezzo della peggiore pandemia degli ultimi cento anni, con devastazioni globali,
le tecnologie anti-COVID, invece di costituire un bene pubblico liberamente accessibile,
rimangono in gran parte una merce di proprietà delle aziende,
venduta - come se fosse una borsa di lusso! - innanzitutto ai ricchi».
Fatima Hassan, fondatrice della South African Health Justice Initiative.[1]

 

Nel 2015, la Turing Pharmaceuticals ha aumentato il prezzo di una singola compressa di Daraprim, un farmaco antiparassitario utilizzato dai malati di cancro e dai pazienti affetti da HIV/AIDS, da 13,50 a 750,00 dollari. Il farmaco aveva più di 60 anni e non era stato sviluppato dalla Turing, che ne aveva recentemente acquisito i diritti per gli Stati Uniti. Rispondendo alle critiche, l'amministratore delegato Martin Shrkeli ha affermato che il suo unico rimpianto era quello di non aver aumentato il prezzo ancora di più.

«I miei azionisti si aspettano che io realizzi il massimo profitto. Questa è la brutta, sporca verità. … Nessuno vuole dirlo, nessuno ne va fiero, ma questa è una società capitalista, un sistema capitalista e  ci sono regole capitaliste. I miei investitori si aspettano che io massimizzi i profitti, non che li riduca al minimo, né che mi accontenti della metà o del 70%, ma che raggiunga il 100% della curva di  profitto».[2]

Shrkeli è stato successivamente condannato per frodi finanziarie e attività anticoncorrenziali non correlate - reati contro ricchi investitori e concorrenti. Non è stato accusato di speculazione a spese di persone gravemente malate. Come ha commentato l’opinionista liberale Robert Reich, i pubblici ministeri «non sono riusciti a inchiodarlo per le sue scappatelle come dirigente farmaceutico, che erano del tutto legali – sebbene vili».[3]

In realtà, come dimostra Nick Dearden in Pharmanomics, Shrkeli era insolito solo per essere così schietto.

«Le attività di Shkreli sono in realtà piuttosto comuni in un settore noto per la speculazione sui prezzi, per l’accaparramento della proprietà intellettuale altrui, per l’acquisizione o l'eliminazione dei  concorrenti, per le operazioni sui mercati finanziari, per l’apporto di modifiche irrilevanti a farmaci esistenti fingendo di aver creato qualcosa di nuovo e importante, e per le pressioni esercitate al fine di ottenere un contesto normativo ancora più favorevole».[4]

La contraddizione fondamentale individuata da Karl Marx, tra il valore d’uso delle merci e il loro valore di scambio - tra i loro benefici e i loro prezzi - è particolarmente evidente ed estrema nel settore farmaceutico. I farmaci salvavita, essenziali per la sopravvivenza di persone che non hanno alternative, vengono prodotti solo se possono generare profitti che i capitalisti ritengono accettabili. Il risultato è un omicidio sociale: le aziende farmaceutiche hanno dimostrato più e più volte che negheranno i medicinali salvavita a chi non può pagare.


I miliardari del COVID

Durante la pandemia di COVID-19, le grandi aziende farmaceutiche hanno incassato ricavi e profitti senza precedenti. Nel 2021-2022, Pfizer, BioNTech, Moderna e Sinovac hanno realizzato complessivamente 90 miliardi di dollari di profitti grazie ai vaccini e ai farmaci contro il COVID. Pfizer ha incassato 35 miliardi di dollari, mentre BioNTech e Moderna ne hanno incassati circa 20 miliardi ciascuna.[5] La People’s Vaccine Alliance e Oxfam hanno calcolato che nel 2021 Pfizer, BioNTech e Moderna hanno realizzato profitti, complessivi al lordo delle imposte, pari a 65.000 dollari al minuto - oltre 1.000 dollari al secondo.[6]

«Nel 2021, i vaccini contro il COVID-19 venduti dai sette maggiori produttori privati di vaccini hanno  generato un fatturato di 86 miliardi di dollari e un utile netto di 50 miliardi di dollari. Con un margine  di profitto netto del 57% nel 2021, i vaccini contro il COVID-19 hanno superato i livelli di redditività già  elevati del "business as usual", persino per il redditizio settore farmaceutico – che è tra i settori commerciali più redditizi al mondo. Se si considerano quattro delle sette aziende che hanno realizzato profitti straordinari, Pfizer, BioNTech, Moderna e Sinovac, i margini di profitto netto per il 2021 si collocano addirittura tra il 62% e il 76%».[7]

Tali profitti, in sostanza, hanno convogliato denaro pubblico nelle tasche private. Come scrivono i ricercatori dell’University College di Londra, «le aziende farmaceutiche statunitensi trasformano l’innovazione finanziata dai contribuenti in profitti astronomici».

«Anni prima dell’inizio della pandemia, il governo statunitense era un importante investitore in quelli  che sarebbero diventati i vaccini contro il COVID-19. Ha stanziato quasi 350 milioni di dollari per  sviluppare tecnologie cruciali per i vaccini a mRNA. Successivamente, con l’impennata dei contagi da  coronavirus, ha speso circa 2 miliardi di dollari per sostenere le sperimentazioni cliniche sui vaccini. Alla fine, il governo statunitense ha investito più di 30 miliardi di dollari nella ricerca, nello sviluppo e nell’approvvigionamento dei vaccini.»[8]

Inoltre, i produttori di vaccini hanno ricevuto almeno 86,5 miliardi di dollari dal governo statunitense nell’ambito di accordi di acquisto anticipato che non li obbligavano a restituire alcun importo in caso di mancata produzione dei vaccini.[9]

Nell’aprile 2021, la rivista Forbes ha pubblicato la sua classifica annuale dei miliardari del mondo. Confrontandola con quella dell’anno precedente, Oxfam e la People’s Vaccine Alliance hanno individuato nove nuovi miliardari la cui ricchezza deriva direttamente dai vaccini contro il COVID. Tra questi figurano gli amministratori delegati di Moderna e BioNTech, due degli investitori fondatori di Moderna e il presidente della società, l’amministratore delegato di un’azienda che produce e confeziona vaccini, e tre fondatori di CanSino Biologics.

«Complessivamente, i nove nuovi miliardari possiedono un patrimonio netto di 19,3 miliardi di dollari, una cifra sufficiente a vaccinare completamente 1,3 volte l’intera popolazione dei paesi a basso reddito… Inoltre, otto dei miliardari già esistenti – che possiedono ampi portafogli nelle aziende farmaceutiche produttrici di vaccini contro il COVID-19 – hanno visto il loro patrimonio complessivo aumentare di 32,2 miliardi di dollari, una cifra sufficiente a vaccinare completamente tutta la  popolazione indiana».[10]

La stessa Forbes, utilizzando una definizione più estesa, ha riferito che quaranta dei nuovi miliardari presenti nella sua lista avevano «legami con aziende impegnate nella lotta alla pandemia di Covid-19».[11]

Quella ricchezza aziendale e individuale è il risultato diretto di un grave sovrapprezzo sui farmaci essenziali. Esperti indipendenti dell’Imperial College di Londra hanno calcolato che i vaccini anti-COVID a mRNA possono essere prodotti a un costo minimo di 1,18 dollari a dose, ma le grandi aziende farmaceutiche li hanno venduti a un prezzo da quattro a venti volte superiore.[12]


Chi riceve i farmaci?

Nel settembre 2020, presso le Nazioni Unite, sedici aziende farmaceutiche, tra cui AstraZeneca, Johnson & Johnson e Pfizer, hanno firmato un accordo per lo sviluppo di vaccini contro il COVID-19. Hanno promesso di «fornire il prima possibile, con una distribuzione capillare, grandi quantità di prodotti innovativi, sicuri ed efficaci ai paesi di tutto il mondo, indipendentemente dal loro livello di reddito» e «di rendere accessibili nei paesi a basso reddito i prodotti che stiamo sviluppando o sostenendo».[13]

Hanno mentito.

I primi vaccini sono stati consegnati nel dicembre 2020 e, fin dall’inizio, la distribuzione è stata guidata dal profitto. Come mostra il grafico sottostante, i paesi ad alto reddito hanno iniziato immediatamente a vaccinare, raggiungendo 1 dose ogni 100 persone entro il primo mese. I paesi a basso reddito sono rimasti praticamente a zero fino a marzo 2021 e hanno raggiunto 1 dose ogni 100 persone solo a giugno 2021.




APARTHEID VACCINALE
Vaccinazioni globali contro il COVID per 100 persone, 2021-2024. (Dati adattati da Our World in Data).



COVAX, un’agenzia pubblico-privata per gli acquisti all’ingrosso, si era prefissata l’obiettivo di fornire ai paesi poveri vaccini a basso costo o gratuiti, in quantità sufficiente a garantire una dose al 20% della popolazione di ciascun paese. Non è riuscita a raggiungere nemmeno la metà di questo modesto obiettivo. L’industria farmaceutica ha venduto la maggior parte dei vaccini direttamente ai paesi ricchi, dove era possibile realizzare i profitti maggiori, lasciando le popolazioni delle nazioni più povere in balia del virus.

Come hanno scritto gli attivisti della campagna People’s Vaccine:

«I vaccini contro il COVID-19, finanziati in gran parte dal pubblico, sono stati privatizzati e monopolizzati, lasciando alle aziende farmaceutiche il potere di fissare i prezzi a loro piacimento. Alcune applicano prezzi estremamente variabili a diversi acquirenti, il che suggerisce che non vi sia  alcuna relazione percepibile con il costo effettivo di produzione. Inoltre, alcuni governi dei paesi ricchi sembrano aver pagato volontariamente prezzi più alti del necessario per portarsi in testa alla lista d’attesa per i vaccini, contribuendo così alla carenza di vaccini nei paesi a basso e medio reddito».[14]

A settembre 2021, il 60% delle persone dei paesi ricchi aveva ricevuto almeno una dose, rispetto al 3% del Sud globale.[15] Nick Deardon indica la causa di questa grave disuguaglianza:

«La cattiva notizia è che questa tecnologia vaccinale è nelle mani di sole tre aziende, tutte  impegnate a realizzare profitti consistenti. La realtà è che, anche nel 2022, per ogni dose di vaccino a  mRNA fornita ai paesi a basso reddito, ne venivano fornite cinquantasei ai paesi ricchi…

«La regola generale era chiara: più si era ricchi, maggiori erano le probabilità di avere a disposizione i vaccini e, nella fascia più alta dello spettro di ricchezza, si finiva probabilmente per averne molti più di quelli necessari. Questo avrebbe rappresentato un problema non solo per i paesi nella fascia più bassa dello spettro: avrebbe reso molto più difficile porre fine alla pandemia».[16]

 È stato stimato in modo attendibile che una distribuzione equa dei vaccini contro il COVID «avrebbe evitato 295,8 milioni di contagi e 1,3 milioni di decessi in tutto il mondo (come conseguenza diretta del COVID-19) entro la fine del 2021». In uno «scenario di piena condivisione» a livello mondiale, ci sarebbe stato oltre il 13% in meno di decessi dovuti al COVID.[17]

Inoltre, la gestione di ampie popolazioni non vaccinate ha costretto i governi a distogliere risorse da altri programmi di sanità pubblica. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la pandemia «ha vanificato anni di progressi nella fornitura di servizi essenziali per la tubercolosi e nella riduzione del carico di malattia da tubercolosi». A livello globale, nel 2020 più di un milione di persone non ha ricevuto cure per la tubercolosi rispetto al 2019. Ciò ha portato a 500.000 decessi in più per tubercolosi: un totale secondo solo ai decessi causati direttamente dal COVID.[18]

                                                                      *  *  *

Il British Medical Journal ha descritto le azioni delle aziende farmaceutiche come una “apartheid vaccinale” e una violazione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. I paesi ricchi avevano più vaccini di quelli di cui avevano bisogno, mentre i paesi poveri ne avevano pochi o nessuno.

«Nel mezzo della peggiore pandemia degli ultimi cento anni, invece di essere un bene pubblico liberamente accessibile, i vaccini rimangono una merce di proprietà delle aziende, venduta ai ricchi. Invece di accumulare un miliardo di dosi “in eccesso” quest’anno, le nazioni ricche potrebbero donarle a Covax. Sebbene tali “donazioni caritatevoli” rappresentino un primo passo, non sono sufficienti. Le donazioni sono un retaggio dell’ingiustizia coloniale e le riparazioni sono attese da tempo. L’attuale modello coloniale di beneficenza ‘trickle down’ ha fallito*

«L’allocazione globale dei vaccini contro il Covid-19 si basa sul potere, sul vantaggio di chi agisce per primo e sulla capacità di pagare. Questo scandalo morale, reso possibile dal consenso alla morte di massa da parte delle aziende e della politica, equivale a un crimine contro l’umanità…

«La disuguaglianza globale nell’accesso ai vaccini sta vanificando tutti i nostri successi nello sviluppo rapido dei vaccini e sta prolungando inutilmente la pandemia. La disuguaglianza in corso è una conseguenza diretta dell’avidità commerciale e dell’interesse politico. Con il pretesto di servire l’umanità - chiudendo un occhio sulle innumerevoli vittime nelle nazioni svantaggiate - le multinazionali, sostenute dai loro alleati politici, stanno ancora una volta facendo ciò che sanno fare meglio: fare affari d’oro».[19]

Non c’è termine migliore per descrivere tutto questo: omicidio sociale.


Note

* N.d.T.«In economia, con trickle-down, in italiano: cascata, gocciolamento o percolazione o anche ricaduta, si intende un'idea di sviluppo economico, in voga soprattutto negli Stati Uniti, che si basa sull'assunto secondo il quale i benefici economici elargiti a vantaggio dei ceti abbienti (in termini di alleggerimento dell'imposizione fiscale) favoriscono necessariamente, e ipso facto, l'intera società, comprese la classe media e le fasce di popolazione più marginali e disagiate.
In un ambito diverso, quello della sociologia, l'espressione definisce la diffusione di abitudini comportamentali (quali la moda) dalle classi più elevate alle classi meno abbienti, oppure da un centro geografico di irradiazione ad aree periferiche». (Wikipedia)



[1]
Fatima Hassan, Vaccine apartheid is racist and wrong, «PLOS Global Public Health», 23 maggio 2022.

[2] Cit. in Nick Dearden, Pharmanomics: How Big Pharma Destroys Global Health, Verso 2023, xii.

[3] Robert Reich, Martin Shkreli is just one example of excess in a rotten system, «Christian Science Monitor», 23dicembre 2015.

[4] Nick Dearden, Pharmanomics, op. cit., xiv.

[5] Esther de Haane Albert ten Kate, Pharma’s Pandemic Profits: Pharma profits from COVID-19 vaccines, SOMO Centre for Research on Multinational Corporations, febbraio 2023, p. 4

[6] Pfizer, BioNTech and Moderna making $1,000 profit every second while world’s poorest countries remain largely unvaccinated, Oxfam International / People’s Vaccine Alliance, 16 novembre 2021.

[7] Esther de Haan e Albert ten Kate, Pharma’s Pandemic Profits, op. cit., p. 4.

[8] Travis Whitfille Mariana Mazzucato, ARPA-H Could Offer Taxpayers a Fairer Shake, «Issues in Science and Technology», Estate 2023.

[9] Esther de Haan e Albert ten Kate, Pharma’s Pandemic Profits, op. cit., p. 5.

[10] Oxfam International, COVID vaccines create 9 new billionaires with combined wealth greater than cost of vaccinating world’s poorest countries, Comunicato Stampa, 20 maggio 2021.

[11]Giacomo Tognini, Meet The 40 New Billionaires Who Got Rich Fighting Covid-19, «Forbes», 7 aprile2021.

[12] Zoltán Kise Zain Rizvi, How to Make Enough Vaccine for the World in One Year, «Public Citizen», 26 maggio 2021; Anna Marriott e Alex Maitland, The Great Vaccine Robbery, «The People’s Vaccine», 29 luglio 2021.

[13] Life Science Companies and the Bill & Melinda Gates Foundation: Commitments to Expanded Global Access for COVID-19 Diagnostics, Therapeutics, and Vaccines, «Joint Communique», 30 settembre 2020.

[14] Anna Marriott e Alex Maitland, The Great Vaccine Robbery, «The People’s Vaccine», 29 luglio 2021.

[15] Esther de Haan e Albert ten Kate, Pharma’s Pandemic Profits, op. cit., p. 27.

[16] Nick Dearden, Pharmanomics, op. cit., pp. 120-121, 124.

[17] Sam Moore et al., Retrospectively modeling the effects of increased global vaccine sharing on the COVID-19 pandemic, «Nature Medicine», 27ottobre 2023.

[18] Global Tuberculosis Report 2021, World Health Organization, 2021.

[19] Profiteering from vaccine inequity: a crime against humanity?, Editoriale, «British Medical Journal», 16 agosto 2021.

 

Ian Angus

Traduzione a cura della Redazione di Antropocene.org

Fonte: Climate&Capitalism 07.06.2026


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