Fonte: Brasil de Fato - 21.04.2025
Pubblichiamo un articolo in cui Frei Betto, frate domenicano, giornalista e scrittore brasiliano, considerato uno degli esponenti della Teologia della Liberazione, esprime un giudizio sul pontificato di papa Francesco e avanza una ipotesi sulla successione.
Frei Betto scommette su un successore italiano che “dà continuità alla linea progressista di Francesco”
Il frate domenicano e scrittore Frei Betto spera che il prossimo papa sia un cardinale italiano allineato alla linea progressista di papa Francesco, morto ieri, 21 aprile. «In Italia ci sono almeno cinque cardinali da lui nominati che sono in linea con ciò che aveva iniziato a fare col suo pontificato, sia nel riformare la Chiesa che nell'agire come capo di Stato nella politica internazionale», ha detto, in un'intervista a Conexão BdF, di Brasil de Fato.
Secondo Frei Betto, la successione di Francesco sarà segnata da tensioni interne. Sostiene che «Sarà certamente un conclave travagliato, perché ci sono molte controversie all'interno della Chiesa. Francesco ha dato fastidio a molti settori. Vale la pena ricordare che la maggior parte dei suoi vescovi e sacerdoti proviene dai pontificati conservatori di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, durati 34 anni. La Chiesa di oggi è un corpo conservatore con una testa progressista, che è morta».
Sebbene parte dell’aspettativa globale ricada sui cardinali africani, poiché è in questo continente che il cattolicesimo sta crescendo maggiormente, Frei Betto vede poche possibilità di un nome proveniente dall'Africa o dall'America Latina. «I cardinali africani tendono ad essere conservatori e non continueranno la linea di Francesco. L'ultimo papa proveniva dal Sud del mondo, ed è improbabile che ciò si ripeta. Potrebbe essere un asiatico, anche uno delle Filippine, ma scommetterei su un cardinale italiano», afferma.
Indica come possibili successori i nomi di Matteo Zuppi (Bologna), Giuseppe Betori (Firenze), Francesco Montenegro (Sicilia), Paolo Lojudice (Montalcino) e Mauro Gambetti (Vaticano). «Tutti questi cardinali hanno la possibilità di essere eletti papa, ma è molto imprevedibile quello che succederà».
La possibilità di un papa nord-americano è, per lui, “fuori discussione”. «Per secoli gli Stati Uniti hanno cercato di far diventare papa uno dei loro cardinali, ma gli altri hanno rifiutato. Sono la parte più ricca della Chiesa e molto arrogante. Direi che le possibilità sono pari a zero».
La sua posizione a favore degli oppressi segna la storia dell'umanità
Frei Betto ha incontrato Papa Francesco in due occasioni, nel 2014 e nel 2023. «Era una persona serena, equilibrata, ma molto decisa. Un uomo che, scegliendo il nome Francesco, ha definito la sua linea pastorale di optare per i poveri, difendere la natura e criticare il capitalismo».
Come esempio di questo pensiero, Frei Betto indica il progetto “Economia di Francesco e Chiara”. «Riguardava la ricerca di un'economia post-capitalista. Anche se non usava questo termine per descrivere il sistema in cui viviamo, la sua critica era molto acuta e profonda sull'antagonismo tra capitalismo e diritti umani». Secondo lui, Francesco vedeva il capitalismo come un sistema che «non può essere riformato, umanizzato, ma deve essere superato».
Riferendosi agli scenari internazionali, Frei Betto sottolinea la ferma posizione del Papa nei confronti delle guerre e delle violazioni dei diritti umani. «Ha cercato di creare le condizioni per politiche di pace nella guerra tra Russia e Ucraina, ma purtroppo non è stato ben accolto. Ha denunciato il genocidio dello Stato di Israele contro la popolazione di Gaza. È stato un difensore dei diritti del popolo palestinese, ma è stato anche respinto dalla destra, dai neo-conservatori, per questi atteggiamenti forti ed evangelici».
Eredità socio-ambientale
Per il teologo, Francesco lascia un'eredità ambientale e sociale senza precedenti. «La Laudato Si' è la prima enciclica nella storia della Chiesa che si concentra sulla conservazione della natura e denuncia la natura predatoria del capitalismo. Essa chiarisce che il problema non è solo il fenomeno climatico, ma lo sfruttamento eccessivo delle risorse della terra da parte di un sistema più interessato all'accumulo di ricchezza che ai diritti umani. L'enciclica ci invita ad associare la devastazione ambientale alla povertà: i poveri sono le principali vittime di questa distruzione».
Frei Betto ritiene che il papa sarà riconosciuto santo tra breve. «Così come Giovanni Paolo II è stato canonizzato, anche se immeritatamente, Francesco sarà canonizzato. Sarà riconosciuto come persona dotata di santità, un esempio per coloro che seguono veramente il Vangelo di Gesù».
Egli sottolinea anche la posizione del pontefice su argomenti storicamente tabù nella Chiesa cattolica. «Francesco ha lasciato segni molto forti nella sua scelta per i poveri. Ha superato i pregiudizi nei confronti delle persone LGBT, ha accettato il battesimo dei figli di coppie omosessuali, ha concesso benedizioni, sebbene senza carattere sacramentale, cosa che ritengo una sciocchezza. Non è stato uno che, come i papi precedenti, è rimasto in disparte e ha fatto il gioco degli oppressori. Ha preso una posizione radicale a favore degli oppressi, e questo segna la storia dell'umanità».
Rodrigo Chagas
Traduzione a cura della Redazione di Antropocene.org
Fonte: Brasil de Fato - 21.04.2025


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