E’ stato recentemente pubblicato un articolo che riguarda un argomento dato spesso per scontato: la neutralità presunta della scienza e della ricerca.

Jacopo Ambrosj, Hugh Desmond e Kris Dierickx, hanno pubblicato sul numero di novembre della rivista scientifica Accountability in Research, uno studio dal titolo significativo e abbastanza sorprendente per un articolo scientifico:

“Non credo nella neutralità della ricerca. OK?” Mappatura dell'atteggiamento dei ricercatori nei confronti dei valori nella scienza.

E’ interessante riportare qua gli elementi base del testo, disponibili a qualunque lettore:

Contesto : i codici di condotta per l’integrità della ricerca forniscono indicazioni ambivalenti sul ruolo che i valori della società e gli interessi politici ed economici possono o dovrebbero svolgere nella ricerca scientifica. Lo sviluppo di linee guida più chiare su questo argomento, in futuro dovrebbe tenere conto degli atteggiamenti dei ricercatori.

Metodi : Abbiamo condotto 24 interviste semi-strutturate con titolari di sovvenzioni del Consiglio Europeo della Ricerca e ne abbiamo eseguito un'analisi tematica induttiva.

Risultati : Abbiamo sviluppato 4 temi che riflettono i 4 principali atteggiamenti dei ricercatori nei confronti delle interazioni tra valori e scienza: consapevolezza, preoccupazione, fiducia, e accettazione. Sebbene gli intervistati riconoscano che la scienza non è completamente priva di valori (consapevolezza), sembrano comunque aggrapparsi al cosiddetto ideale della scienza privo di valori come norma professionale, per ridurre al minimo i pregiudizi (preoccupazione, fiducia). Tuttavia, hanno dimostrato di essere consapevoli dell’influenza benefica che valori come la diversità possono avere sulla ricerca (accoglienza).

Conclusioni : Codici, come il Codice di condotta europeo per l'integrità della ricerca, tendono a non problematizzare le tensioni che emergono dall'avere come norma l'ideale della scienza senza valori e dall'essere guidati dai valori della società. I nostri risultati suggeriscono che i tempi potrebbero essere maturi affinché i codici di integrità della ricerca affrontino più direttamente le questioni di valore intrinseche alla scienza.

L’ ERC, ossia l’European Research Council è una istituzione europea i cui bandi per la ricerca sono considerati i più prestigiosi, e i vincitori dei bandi sono comunemente ritenuti i migliori referenti scientifici nel loro settore, almeno per l’Europa. E’ per questo motivo che trovare con una inchiesta empirica che la neutralità della ricerca non è data per scontata nemmeno da coloro, come i vincitori di fondi ERC intervistati, che sono considerati il top del mondo della ricerca moderna, l’aristocrazia scientifica europea, è un risultato inatteso ed importante.


Claudio Della Volpe