Fonte: Les soulèvements de la terre - 16.07.2026
Stop ai pesticidi - Mobilitazione internazionale il 3 ottobre 2026 a Saint-Pierre-la-Garenne (Eure)
I pesticidi uccidono: sempre di più e da troppo tempo! Il 3 ottobre 2026, noi contadini e contadine, lavoratori e lavoratrici agricoli, persone malate e abitanti di territori contaminati convergeremo verso il sito di Syngenta a Saint-Pierre-la-Garenne, nel dipartimento dell’Eure.

Lanciamo un appello per una manifestazione di massa per denunciare i danni causati dall’industria agrochimica, per far chiudere questo importante sito, emblema dell’impunità di cui godono le multinazionali che ci avvelenano. Contemporaneamente, si svolgeranno mobilitazioni in diversi altri continenti per dichiarare: “Pesticidi, Syngenta, né qui né altrove!”.
La nostra campagna contro la produzione di pesticidi
I pesticidi uccidono, sempre di più e da troppo tempo, soprattutto i lavoratori e le lavoratrici agricoli. Le poche multinazionali che ne traggono profitto avvelenano sempre di più i terreni e le popolazioni. Da anni accumuliamo prove, lanciamo allarmi e portiamo avanti battaglie: pratiche per il riconoscimento delle malattie professionali, ricorsi legali, indagini sul campo, raduni davanti a punti di captazione dell’acqua inquinata, manifestazioni, assistenza alle persone colpite... Eppure, non veniamo ancora ascoltati. Mentre aumentano gli scandali sanitari su questo tema, le autorità pubbliche e le istituzioni europee continuano a favorire un modello agricolo basato sui pesticidi, e a legiferare in tal senso, esponendo l'intera popolazione una condizione di insicurezza chimica. Ecco perché abbiamo avviato una campagna di azioni per smantellare le infrastrutture di produzione dei pesticidi sui nostri territori e promuovere un’altra agricoltura.
Perché chiudere questo sito?
Un sito che contamina in modo duraturo
Il sito di Saint-Pierre-la-Garenne mostra concretamente i danni causati da questo sistema. Da decenni, Syngenta vi produce numerosi pesticidi pericolosi. Le falde acquifere circostanti sono gravemente inquinate e ordinanze prefettizie vietano regolarmente agli abitanti della zona di utilizzare l’acqua dei propri pozzi per irrigare le colture. Nelle zone circostanti le patologie, in particolare alcuni tipi di cancro, sono in costante aumento. Il territorio stesso ne subisce le conseguenze a lungo termine.
La salute dei lavoratori e delle lavoratrici è a rischio
A questo inquinamento si aggiungono condizioni di lavoro indegne. Dei 150 lavoratori e lavoratrici del sito, più della metà è in causa con il datore di lavoro in merito ai primes de douche*, che l’azienda si rifiuta di pagare. Eppure il Codice del lavoro impone al datore di lavoro di mettere a disposizione docce e servizi igienici adeguati negli stabilimenti in cui vengono svolti determinati lavori insalubri e sporchi. Questi obblighi assumono un significato particolare quando i lavoratori maneggiano ogni giorno sostanze chimiche tossiche e nel sito vengono riconosciute malattie professionali ad esse associate.
Un sistema dietro questo sito
I prodotti, vietati qui, vengono venduti altrove.
Lo stabilimento si inserisce anche di un’economia di esportazione di veleni. Fino al 2023 produceva ancora principi attivi di pesticidi vietati in Europa, sia per quanto riguarda il loro uso agricolo, la loro produzione, il loro stoccaggio o la loro circolazione. Questi prodotti venivano poi spediti verso altri continenti, con conseguenze sociali e ambientali drammatiche. Pratiche simili proseguono in altri siti industriali vicini, in particolare alla BASF di Saint-Aubin-lès-Elbeuf, in Normandia. Questo commercio di sostanze tossiche si basa su una logica di doppio standard e di colonialismo chimico che noi rifiutiamo: ciò che qui è vietato non deve essere imposto altrove.
A meno di due chilometri da qui si trova anche il sito di Nufarm, altro attore di primo piano nel settore agrochimico, che produce in particolare imidacloprid, glifosato e butraline. Almeno fino al 2025, l’azienda ha esportato in Africa occidentale, senza l’accordo dei paesi importatori, ingenti quantità di prochloraz, un fungicida ritirato dal mercato francese nel 2021 a causa dei suoi effetti sui tumori epatici e sull’ambiente. Nonostante ciò, le autorità statali non hanno adottato alcuna sanzione.
L'appropriazione delle sementi
Il sito di Saint-Pierre-la-Garenne ospita, in particolare, il Centre d’Étude Technique d’Application des Produits de Protection des Semences (CETAPPS) [Centro di Studi Tecnici per l’Applicazione dei Prodotti per la Protezione delle Sementi], dove ingenti volumi di sementi brevettate vengono rivestiti chimicamente prima della loro distribuzione. La produzione industriale di pesticidi è intrinsecamente legata a quella del controllo delle sementi e, di conseguenza, alla perdita di autonomia dei contadini e delle contadine. Ci opponiamo al fatto che le sementi vengano brevettate e geneticamente modificate da queste aziende, mentre noi le selezioniamo da generazioni per preservare una biodiversità coltivata, indispensabile alla sovranità alimentare.
Un settore organizzato in oligopolio
Syngenta, insieme a BASF, Bayer-Monsanto e Corteva, domina un settore organizzato in oligopolio. Da quando è stata acquisita nel 2017 dalla impresa statale cinese ChemChina, l’azienda occupa un posto centrale nel mercato mondiale dei pesticidi e delle sementi. Questo potere economico si basa su una forte concentrazione industriale e sul sostegno di grandi azionisti come BlackRock, Vanguard, State Street, Capital Group e Fidelity. Questo sistema indebolisce l’agricoltura contadina e alimenta una dipendenza strutturale dagli imput chimici, al prezzo della salute delle popolazioni e della progressiva scomparsa dei contadini e delle contadine.
Il ricatto occupazionale
Quando vengono sollevate tali questioni, le aziende agitano spesso lo spettro del ricatto occupazionale e la minaccia di delocalizzazione. A tale argomento rispondiamo in modo chiaro. Sosteniamo una riconversione industriale che sia vantaggiosa sia per i lavoratori e le lavoratrici che per i contadini e le contadine, ma non vogliamo queste produzioni né qui né altrove. Le mobilitazioni previste in altri paesi il 3 ottobre esprimeranno anch'esse questa esigenza comune e questa solidarietà internazionale.
Cosa chiediamo
Una sola via è possibile: la trasformazione del modello agricolo. Vogliamo coltivare, nutrirci e vivere del nostro lavoro senza avvelenarci. Rifiutiamo che le nostre terre vengano accaparrate e la loro fertilità distrutta dalle multinazionali dell’agroindustria. Ci opponiamo alla brevettazione delle sementi contadine e alla riduzione a merce della biodiversità coltivata. Esistono alternative agroecologiche ai pesticidi, e la loro diffusione su larga scala presuppone la rimozione degli ostacoli economici e politici che mantengono la dipendenza dall’agrochimica. Dobbiamo uscire dal sistema liberista che spinge i prezzi al ribasso e impone alla maggioranza dei contadini e delle contadine l’uso massiccio di pesticidi, utilizzati come mezzo di sopravvivenza a breve termine sul mercato internazionale. I costi nascosti dei pesticidi in Francia (sostegno finanziario pubblico, costi ambientali, costi sanitari), stimati in 18 miliardi di euro all’anno, dovrebbero invece essere destinati alla trasformazione del modello agricolo.
Cambiare le cose con l’azione collettiva! Unite, le nostre rabbie sono potenti.
Il 3 ottobre 2026 arriveremo a Saint-Pierre-la-Garenne dalla Normandia, da ogni parte della Francia e oltre, per ribadire la nostra determinazione a porre fine al potere delle industrie dei pesticidi. Per mettere fine all'insicurezza chimica, è fondamentale dare voce alla rabbia dei cittadini. Esigeremo che vengano stabilite le responsabilità della contaminazione dell’acqua, del suolo e dei corpi, che cessino le produzioni più tossiche e che i lavoratori e le lavoratrici ricevano un giusto indennizzo e sostenuti nella riconversione di questi settori. L'omertà, così come i crimini di Syngenta, devono finire!
MANIFESTAZIONE E FESTA: Perché di fronte alle industrie della morte condividiamo un immensa voglia di vivere, la nostra mobilitazione sarà un tripudio di suoni e colori. Sabato sera, al termine della manifestazione, si terrà una grande festa contadina.
ACCOGLIENZA: Sarà possibile campeggiare in aree apposite la sera prima e la sera stessa della manifestazione.
SERATE INFORMATIVE, AUTOBUS, CONDIVISIONE DELL’AUTO: In diverse città della Francia si stanno organizzando serate informative per coordinarsi a livello locale in vista della mobilitazione, oltre a servizi di autobus. Se desiderate organizzare una serata di mobilitazione nella vostra città o nel vostro paese, possiamo inviarvi un kit di presentazione.
Su iniziativa della Confédération paysanne, Cancer Colère, del CSVPO (collettivo di sostegno alle vittime dei pesticidi dell’Ovest) e di Soulèvements de la terre.
Con il sostegno di organizzazioni sindacali, contadine, decoloniali, ambientaliste, culturali...
Queste sono le 10 richieste concrete della nostra campagna d’azione per liberarsi dai pesticidi e difendere un'agricoltura contadina
Chiediamo:
1 - Il sostegno alle aziende agricole per una transizione agroecologica. Le politiche pubbliche, e in particolare la PAC 2028-2034, devono sostenere pratiche agricole rispettose della salute, dei suoli e della biodiversità e favorire l’occupazione. Nessun fondo pubblico deve essere destinato a un’agricoltura mortifera;
2 - L’introduzione di prezzi minimi garantiti volti a vietare l’acquisto di prodotti agricoli da parte dei distributori alimentari inferiori al prezzo di costo, che comprenda le spese, la remunerazione del lavoro e la protezione sociale;
3 - l'applicazione della sentenza emessa il 3 settembre 2025 dalla Corte amministrativa d'appello di Parigi, che impone la revisione delle procedure di omologazione a causa del loro disastroso impatto ambientale e sanitario;
4 - il divieto effettivo delle sostanze cancerogene e mutagene, reprotossiche e degli interferenti endocrini;
5 - l’abbandono del progetto di legge Duplomb 2 **, del progetto di direttiva omnibus e l’allontanamento della lobby agrochimica dai processi decisionali delle politiche pubbliche;
6 - il riconoscimento più esteso delle malattie professionali e dei risarcimenti per i lavoratori e le lavoratrici agricoli che si sono ammalati a causa dell’uso di pesticidi;
7 - la garanzia di una protezione sociale completa e totale per tutti i lavoratori e le lavoratrici del settore agrochimico, vittime o esposti ai rischi della loro attività, e misure protettive di accompagnamento alla riconversione dei loro settori di attività;
8 - la cessazione dell’esportazione di pesticidi vietati in Europa verso altri continenti, il risarcimento per le vittime del clordecone nelle Antille, del paraquat in Guyana o del malathion a Te Ao Maohi - Polinesia, la bonifica e la restituzione delle terre spoliate dall’impero economico costituito dal gruppo Bernard Hayot (GBH);
9 - il rifiuto dei nuovi OGM derivati dalle Nuove Tecniche Genomiche (NGT) e delle varietà di sementi brevettate che comportano una privatizzazione del vivente a scapito dell’agricoltura contadina e dell’autonomia alimentare delle popolazioni;
10 - la protezione immediata di tutti i punti di captazione e dei corsi d’acqua, nonché la bonifica dei suoli e degli ambienti naturali;
Note
* N.d.T. Indennità prevista dal diritto del lavoro francese che remunera il tempo impiegato dai dipendenti per lavarsi sul luogo di lavoro dopo aver svolto mansioni particolarmente insalubri.
** N.d.T. Si riferisce al testo di semplificazione agricola proposto dal senatore francese Laurent Duplomb che punta a reintrodurre l’uso di pesticidi come l'acetamiprid e il flupyradifurone, che ha scatenato forti opposizioni sociali .
Traduzione a cura della Redazione di Antropocene.org
Fonte: Les soulèvements de la terre 16.07.2026
