Che cos’è l’intelligenza artificiale? In molti credono si tratti di un progetto per replicare l’intelligenza umana basato sulla logica segreta della mente o sulla fisiologia profonda del cervello e delle sue reti neurali. In questo volume, al contrario, si sostiene che il codice interno dell’IA non imita l’intelligenza biologica, ma l’intelligenza del lavoro e delle relazioni sociali, come tra l’altro confermato già dai Calculating Engines ideati da Charles Babbage a metà Ottocento e ancor oggi dagli algoritmi per il riconoscimento di immagini, per la sorveglianza e per la generazione di testi.

L’idea che un giorno l’IA possa diventare autonoma o senziente è perciò pura fantasia, poiché gli algoritmi hanno sempre emulato nella loro struttura la forma delle relazioni sociali e l’organizzazione del lavoro, e il loro scopo rimane cieca automazione. Alla luce di ciò, l’autore invita scienziati, giornalisti e attivisti a sviluppare una nuova consapevolezza dell’IA, riconoscendo che il suo “mistero” non è altro che l’automazione del lavoro su grande scala, non l’intelligenza in sé.

L’edizione inglese del presente volume ha vinto il Deutscher Memorial Prize 2024 come miglior libro nella tradizione della teoria critica.



INDICE

Introduzione. L’intelligenza artificiale come divisione del lavoro
1. Gli strumenti materiali del pensiero algoritmico

Ricomporre un dio smembrato/Archeologia dell’algoritmo/Strumenti per la costruzione di idee matematiche/Dagli strumenti di conto agli algoritmi di calcolo/La meccanizzazione dell’algoritmo

Parte prima
L’era industriale
2. Babbage e la meccanizzazione del lavoro mentale
La computazione come divisione del lavoro/Fare i conti con gli orologi/Principi di analisi del lavoro/Intelligenza analitica e semiotica della macchina/Ada Lovelace, quando i computer erano donne/La marcia dell’intelletto materiale
3. La questione delle macchine
Come mettere in questione la tecnologia/La teoria del lavoro-conoscenza/La demonizzazione del lavoro mentale/La teoria della scienza-macchina/La questione delle macchine al tempo dell’IA
4. Le origini del general intellect di Marx
La marcia dell’intelletto/La scoperta del Frammento sulle macchine di Marx/L’interpretazione marxiana di Babbage/L’invenzione della macchina attraverso la divisione del lavoro/L’alienazione della conoscenza da parte della macchina/La svalutazione del capitale attraverso l’accumulazione di conoscenza/L’ascesa del lavoratore complessivo/La macchina è un rapporto sociale, non una cosa
5. L’astrazione del lavoro
La biforcazione di energia e informazione/Una nota sulla controversia del lavoro astratto/Il lavoro dell’informazione

Parte seconda
L’era dell’informazione
6. L’auto-organizzazione della mente cibernetica

Per una storia sociale del sistema nervoso/Meccanizzazione dell’auto-organizzazione/Teorie dell’auto-organizzazione e il primo computer digitale/Preoccupazioni militari rispetto alle reti auto-organizzanti/Dall’informazione lineare all’informazione auto-organizzante/Il pensiero computazionale e le analogie meccanicistiche della mente/Autonomia e automazione
7. L’automazione del riconoscimento di pattern
La controversia sulla percezione Gestalt/L’invenzione delle reti neurali artificiali/Quello che l’occhio della rana dice al suo cervello/Il linguaggio del cervello non è il linguaggio della matematica
8. Hayek e l’epistemologia del connessionismo
Entra in scena il classificatore/La razionalità decentralizzata e tacita del mercato/La facoltà della classificazione, ovvero che cos’è un pattern/Le reti neurali come modello della mente/Il mercato come modello di reti neurali/Verso un’epistemologia politica delle reti neurali
9. L’invenzione del percettrone
Un’organizzazione dell’ambiente esterno dotata di senso/Il percettrone Mark I/Modelli cerebrali e metodo sperimentale/Dalla logica simbolica allo spazio vettoriale/I nuovi vettori della mente/Hackerare lo spazio vettoriale/Il calcolo sociale della conoscenza

Conclusioni
Ringraziamenti
Bibliografia



RECENSIONE

Una delle ragioni per leggere Nell’occhio dell’algoritmo. Storia e critica dell’intelligenza artificiale (Carocci, pp. 267, euro 29), il libro scritto dal filosofo della scienza Matteo Pasquinelli è lo smontaggio della propaganda sull’intelligenza artificiale ispirata al mito capitalista dell’automazione totale, un genere di grande successo funzionale alla vendita di costosi gadget digitali, alla capitalizzazione di borse e al rafforzamento di un potere oligarchico delle Big Tech, azioniste influenti dell’Impero guidato dal gangster Donald Trump.

Forte della sua formazione marxista che lo ha già portato a declinare la tesi operaista nell’ambito del capitalismo digitale, Pasquinelli realizza la stupefacente operazione della critica e rivela il complesso nel «semplice», cioè la molteplicità dei rapporti di produzione nei prodotti dell’ideologia considerati come «naturali» quando invece sono merci prodotte all’interno di una divisione sociale del lavoro.

Continua la lettura della recensione di Roberto Ciccarelli - il Manifesto 22.08.2025 > CLICCA QUI



Nell’occhio dell’algoritmo. Storia e critica dell'intelligenza artificiale, di Matteo Pasquinelli, Carocci, 2025

Matteo Pasquinelli
, professore associato di Filosofia della scienza nel Dipartimento di Filosofia e Beni culturali dell’Università Ca’ Foscari Venezia, dove coordina un progetto ERC sulla storia e l’epistemologia dell’IA. Tra le sue pubblicazioni, Gli algoritmi del capitale. Accelerazionismo, macchine della conoscenza e autonomia del comune (Ombrecorte, 2014).