Segnaliamo tre date per vedere Yanuni, il documentario diretto da Richard Ladkani che racconta la storia di Juma Xipaia, una delle più importanti voci indigene dell’Amazzonia brasiliana, impegnata da anni nella difesa della foresta e del territorio del suo popolo contro miniere illegali, accaparramento delle terre, interessi economici e violenza armata.
Giovedì 4 giugno a Roma, presso l'Instituto Guimarães Rosa, alle ore 18:00.
Venerdì 5 giugno a Vittorio Veneto, presso il Multisala Verdi alle ore 21:00, in una serata speciale dedicata all'Amazzonia.
Sabato 5 giugno a Torino, presso il Cinema Massimo alle ore 15:30, all'interno del 29° Festival Cinemambiente.
Sempre al Cinema Massimo di Torino, sabato 5 giugno alle ore 17:45 ci sarà un incontro con Kohei Saito: Senza limiti? Come ripensare il pianeta.
YANUNI
regia di Richard Ladkani
documentario, Austria, Brasile, Stati Uniti, Canada, Germania, 2025, 112’
LA STORIA
L'Amazzonia è una tra le regioni del mondo più più colpite dallo sfruttamento intensivo del suolo. In questo scenario, il documentario Yanuni segue il percorso di Juma Xipaia, attivista indigena brasiliana, leader del popolo Xipaya. A soli 24 anni è stata la prima donna a diventare capo tribù nel Medio Xingu, guidando il villaggio Xipaya di Tukamã. Tenace custode della foresta pluviale e del suo popolo e sopravvissuta a sei tentativi di assassinio, Juma Xupaia difende la parità di genere, l'autonomia dei popoli indigeni e svolge un ruolo importante contro la cooptazione e la corruzione che colpiscono le popolazioni e i leader indigeni. Al suo fianco, il marito Hugo Loss - capo delle Operazioni Speciali dell’IBAMA, agenzia brasiliana per la protezione ambientale.
YUMA XIPAIA
«Sono del popolo Xipaya. E nella mia infanzia sentivo dire che la mia gente non esisteva, che eravamo estinti. Ma il mio popolo esisteva, vivevamo nel nostro territorio e lottavamo per difendere il nostro territorio. C'erano molti invasori, taglialegna e pescatori che dicevano che quella era la loro terra. E continuavo a sentir dire che la mia gente non esisteva. E come non esistiamo? Noi siamo qui. I nostri ricordi sono qui. I nostri antenati sono qui.
In questo momento, in gioco non ci sono solo i nostri territori, i minerali e le risorse naturali, è in gioco soprattutto la nostra esistenza. Per molti secoli è stata negata la nostra esistenza come popolo Xipaya, come quella di molti altri.
Vediamo i grandi progetti degli invasori, i grandi progetti che ci vedono come un problema perché stiamo difendendo la foresta. Noi la difendiamo con la nostra vita ogni giorno, perché crediamo nell’importanza che ha, non solo come fonte di cibo e acqua pulita, ma anche per tutti gli esseri che hanno il diritto di esistere lì, nella foresta.
Ho imparato fin da subito che bisognava difendersi, che avrei fatto esattamente quello che i miei antenati hanno fatto per le successive generazioni: mantenere in vita le nostre foreste e la nostra gente, insieme alla nostra scienza, alla nostra cultura e alla nostra spiritualità nel nostro territorio.»
(Estratti da un'intervista a Juma Xipaia)
Fonte: Democracy Now! 13.01.2026