Indice tematico

Frattura metabolica

  • The Blue Commons. Rescuing the Economy of the Sea, di Guy Standing, Penguin Books, 2022. Per gran parte della storia umana, gli oceani sono stati visti come un bene comune globale, i cui benefici e risorse appartenevano a tutti noi in egual misura. Ma i nostri mari – e l'ambiente marino nel suo insieme – sono devastati da uno sfruttamento a scopo di lucro. Il risultato è una crisi sociale, economica ed ecologica che minaccia lo stesso sistema di supporto vitale della Terra.

  • La Terra è un sistema vivente biologico auto-organizzato e auto-regolato. È auotopoietica. Ha evoluto la sua biodiversità e la sua biosfera in miliardi di anni. Attraverso la biosfera crea e regola i suoi sistemi climatici. Il sistema gaiano autoregola la temperatura globale, il contenuto atmosferico, la salinità degli oceani, mantenendo l’infrastruttura per la vita che persiste e si evolve.

  • Marx's Ecology: Materialism and Nature, di John Bellamy Foster, Monthly Review, 2000.  Il progresso richiede la conquista della natura... Oppure no? Questo nuovo resoconto di J.B. Foster ribalta le interpretazioni convenzionali di Marx e nel contempo delinea un approccio più razionale all'attuale crisi ambientale.

  • Marx and the Earth. An Anti-critique, di John Bellamy Foster e Paul Burkett, Haymarket Books, 2017. Nel 2001 John Bellamy Foster e Paul Burkett presentarono una nuova, rivoluzionaria comprensione dei fondamenti ecologici del pensiero di Marx, dimostrando che i concetti marxiani di metabolismo universale della natura, metabolismo sociale e frattura metabolica prefiguravano in gran parte la moderna ecologia dei sistemi.

  • Una delle più consolidate convenzioni della cultura occidentale è l’associazione del capitalismo con la città. É invalsa la supposizione che esso sia nato e cresciuto nelle città.

  • Fonte: The Journal of Peasant Studies - 14.03.2014

    Un'analisi del sistema-mondo della frattura ecologica generata dal capitalismo richiede come uno dei suoi elementi una teoria evoluta dell’ineguale scambio ecologico fra centro e periferia.

  • Fonte: Monthly Review - 01.03.2023

    Nessun resoconto delle origini del capitalismo è completo se omette lo sviluppo e la crescita della pesca intensiva nei secoli in cui è nato il capitalismo. In questo articolo, Ian Angus ricostruisce il ruolo giocatodal capitalismo nella attuale estinzione di massa della vita oceanica.

  • Pubblichiamo la quarta ed ultima parte dell'articolo di Ian Angus: un'esemplare analisi storico materialista  della pesca moderna.  

  • In che modo i pirati inglesi autorizzati dal governo sottrassero la pesca di Terranova al più grande impero feudale d’Europa.

  • Nella prima parte abbiamo esaminato come il pesce sia diventato una merce per la produzione di massa, nonché l’uso olandese di fabbriche galleggianti nel Mare del Nord nel XVI secolo. La seconda parte esamina l’ascesa di una pesca a carattere capitalistico ancora più grande sull’altra sponda dell’Atlantico.

  • Il primo intervento di Ian Angus sul ruolo della pesca nella nascita e diffusione del capitalismo e sul ruolo giocato dal capitalismo nella attuale estinzione di massa della vita oceanica.

  • Nel capitolo «Parte avuta dal lavoro nel processo di umanizzazione della scimmia» del suo Dialettica della natura,Friedrich Engels affermava: «Ogni cosa influenza ed è influenzata da ogni altra cosa» [1]. Oggi, a duecento anni dalla sua nascita, Engels si può considerare uno dei fondatori del pensiero ecologico moderno.

  • In questi ultimi anni, la sempre maggiore influenza delle questioni ecologiche si è manifestata in particolare nella rilettura, attraverso il prisma dell’ecologia, di numerosi pensatori, da Platone a Mohandas Karamchand Gandhi. Ma, fra tutti, è senza dubbio Karl Marx ad aver suscitato la letteratura più abbondante e più polemica.

  • In un’epoca come la nostra, in cui affrontiamo catastrofi ecologiche senza precedenti che non possono essere adeguatamente comprese e fronteggiate senza una solida struttura  teorica, i libri e gli articoli di Kohei Saito, offrono un contributo notevole, purtroppo poco conosciuto nel nostro paese, che va ad aggiungersi e ad approfondire l’analisi proposta ormai da anni, soprattutto dalle pagine della Monthly Review, da studiosi come John Bellamy Foster, Paul Burkett ecc.

  • La transizione metabolica dal regime agrario a quello industriale (capitalistico) è contrassegnata da un crescente consumo delle voci indicate e parallelamente, aggiungiamo, ad un crescente inquinamento e distruzione degli ecosistemi.

  • Il collasso ambientale non sarà la fine della vita sulla Terra, ma probabilmente della società e della specie umana.

  • Paper preparato per la Conferenza sui 150 anni dalla pubblicazione del Libro I del Capitale, che si è tenuto il 24-26 maggio 2017 alla York University, organizzato da Marcello Musto.

  • Fonte: Monthly Review - 01.02.2016

    Karl Marx è stato a lungo criticato per il suo cosiddetto “prometeismo” ecologico, per la sua eccessiva attenzione riservata alla produzione industriale, indipendentemente dai limiti naturali.

  • È stato recentemente pubblicato da Edizioni Smasher il libro "Frattura metabolica e Antropocene. La distruzione capitalistica della Natura", un’antologia di tredici articoli collegati, sotto il profilo teorico o empirico, dal comune filo rosso di rifarsi alla teoria della «frattura metabolica», all’impatto della produzione capitalistica sui cicli vitali della natura e sul lavoro umano.
    Per gentile concessione dell'editore, pubblichiamo la postfazione di Alessandro Cocuzza curatore, con Giuseppe Sottile, dell'antologia.

  • Frattura metabolica e Antropocene. La distruzione capitalistica della natura, a cura di Alessandro Cocuzza e Giuseppe Sottile, Edizioni Smasher, 2023 - € 15,00. In questo volume viene proposta un’antologia di tredici articoli collegati dal comune filo rosso di rifarsi tutti, sotto il profilo teorico o empirico, alla teoria della «frattura metabolica» (Metabolic Rift) o della «frattura nel ricambio organico» fra uomo e natura (Stoffwechsel), tramite la quale, soprattutto sulla scorta degli studi del chimico tedesco Justus von Liebig, Marx affrontava la questione dell’impatto della produzione capitalistica sui cicli vitali della natura e sul lavoro umano.

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