Il passaggio all'energia verde non deve essere alimentato dall'estrazione di minerali dannosi e velenosi.

 

Ho trascorso l'ultimo anno a lavorare a un libro intitolato Fight the Fire: Green New Deals and Global Climate Jobs. Gran parte di esso verte sulle politiche e l'ingegneria che in ogni possibile transizione possano evitare un catastrofico collasso climatico. Un aspetto che mi ha fatto riflettere molto e a lungo è quello relativo alle batterie al litio e  a quelle per auto.

Sento spesso le persone dire che non possiamo riempire il mondo di veicoli elettrici, semplicemente perché non c’è abbastanza litio per le batterie. In ogni caso, aggiungono, la produzione di litio è tossica e le uniche forniture sono nel Sud del mondo. Inoltre, purtroppo, non ci sono abbastanza metalli di terre rare per le turbine eoliche e tutto l'hardware di cui avremo bisogno per l'energia rinnovabile.
Le persone spesso sorridono dopo aver detto queste cose, il che per me è difficile da capire, perché significa che otto miliardi di persone andranno all'inferno.
Così ho cercato di scoprire qualcosa sulle batterie al litio e gli usi delle terre rare. Quello che ho scoperto è che la transizione sarà possibile, ma non sarà semplice né per la politica né per l'ingegneria. Questo articolo spiega il perché. Inizierò descrivendo semplicemente la situazione, quindi ne mostrerò la complessità.

Il litio è un metallo che oggigiorno si utilizza in quasi tutte le batterie dei veicoli elettrici. Attualmente circa la metà della produzione mondiale di litio è destinata ai veicoli elettrici, e in futuro dovremo aumentare la produzione dei veicoli elettrici da centinaia o migliaia a centinaia di milioni. Ciò richiederà notevoli quantità di litio.
Ci sono tre modi per estrarre il litio: può essere estratto dalla roccia; può essere estratto dalla salamoia che rimane quando l'acqua di mare passa attraverso un impianto di dissalazione; oppure può essere estratto dai depositi di acqua salata particolarmente ricchi di litio. Questi depositi di acqua salata sono il modo comune di estrarre attualmente il litio, perché è di gran lunga il più economico. La maggior parte dei depositi conosciuti di salamoia ricca di litio si trovano negli aridi altopiani tra Bolivia, Cile e Argentina.
L'estrazione del litio è ben consolidata in Cile e Argentina. In entrambi i paesi gli le popolazioni indigene si sono organizzate contro l'estrazione mineraria, ma finora non sono stati in grado di fermarla. L'estrazione è tossica, perché nella lavorazione vengono utilizzate grandi quantità di acido. Ma l'estrazione utilizza anche grandi quantità di acqua, e questo in luoghi che non ne hanno a sufficienza. Il risultato è che le terre ancestrali diventano invivibili.
La Bolivia potrebbe avere depositi di litio ancora più ricchi di quelli dell’Argentina e del Cile, ma lì l'estrazione non è ancora iniziata. Dal 2006 al 2019, a capo del governo boliviano era il socialista indigeno Evo Morales. Morales era stato portato al potere da un movimento di massa impegnato a togliere il controllo delle risorse boliviane di acqua, gas e petrolio alle multinazionali. Morales non è stato in grado di nazionalizzare le società, ma ha insistito affinché il governo ottenesse una quota molto maggiore delle entrate del petrolio e del gas.[1]
Il suo governo prevedeva di andare ancora oltre con il litio. Morales voleva estrarre il litio in Bolivia, ma voleva costruire fabbriche accanto alle miniere per produrre batterie. In un mondo sempre più affamato di batterie questo avrebbe potuto trasformare la Bolivia in una nazione industriale e non solo un luogo di cui sfruttare le risorse.
Tuttavia, il governo Morales non è stato in grado di raccogliere i fondi per gli investimenti necessari. Il capitale globale, Tesla, le grandi banche e la Banca mondiale non avevano intenzione di sostenere un progetto del genere. E se l’avessero avuta, non l'avrebbero fatto insieme a un socialista come Morales. Poi, nel 2019, con un colpo di stato guidato dai capitalisti boliviani e sostenuto dagli Stati Uniti, Morales è stato rimosso. Diffusi disordini popolari hanno portato in ottobre a nuove elezioni. Il partito di Morales, il Movimento per il Socialismo, ha vinto, sebbene lo stesso Morales fosse fuori gioco. Non è chiaro cosa accadrà al litio.
Questo è un primo livello di complessità. Gli indigeni locali non volevano che il litio venisse estratto. Il governo socialista non voleva l'estrattivismo ma lo sviluppo industriale.
Queste non sono però le uniche scelte.

Intanto, ci sono altri modi più costosi per estrarre il litio. Può essere estratto da rocce dure in Cina o negli Stati Uniti. Ancora più importante, le batterie non devono per forza essere fatte di litio. Le auto hanno utilizzato batterie per quasi un secolo prima che Sony sviluppasse una batteria commerciale agli ioni di litio nel 1991. Gli ingegneri di molte università stanno sperimentando una serie di altri materiali per la costruzione di batterie. Ma anche senza guardare al futuro sarebbe possibile costruire le batterie nei modi in cui venivano costruite in passato. Infatti, nel gennaio 2020, il servizio geologico degli Stati Uniti ha elencato i metalli che potrebbero sostituire il litio negli anodi delle batterie, come calcio, magnesio, mercurio e zinco.[2]
Il motivo per cui tutti i produttori attualmente utilizzano il litio è che fornisce una batteria più leggera che dura più a lungo. Ciò offre all'auto una maggiore autonomia senza la necessità di ricarica e rende l'auto molto più leggera. In altre parole, le batterie al litio costano meno.

Le terre rare

Argomenti simili valgono per le terre rare. Esistono diversi tipi di terre rare, ciascuno con proprietà diverse. Sono ampiamente utilizzati, in piccole quantità, nelle turbine eoliche, nelle batterie delle auto e in molte altre tecnologie necessarie per affrontare il cambiamento climatico. Si dice spesso che questa rarità sia un ostacolo alla decarbonizzazione del mondo.
Questo non è del tutto corretto. In primo luogo, i metalli delle terre rare non sono rari perché si trovano in pochi posti al mondo. Si trovano in molti posti, in tutto il mondo. In questo contesto, la parola “raro” significa che si trovano in concentrazioni molto, molto piccole nel minerale da cui vengono estratti. È questo a renderli costosi. Inoltre, tutto ciò richiede l'estrazione di una grande quantità di minerale e la sua successiva lavorazione con acidi. Se non regolamentata, l'inquinamento è intenso. In altre parole, questo comporta maggiore estrattivismo.[3]

Attualmente, la maggior parte dei metalli delle terre rare viene estratta in Cina. Non c’è niente di speciale nella geologia della Cina. La maggior parte potrebbe essere estratta negli Stati Uniti o in una serie di altri paesi. Il coltan è un buon esempio. Viene utilizzato in piccoli dispositivi elettronici portatili. Ad un certo punto della guerra civile in Congo, le miniere di coltan rimasero isolate a causa dei combattimenti e per alcune settimane c’è stata a livello mondiale una carenza di smart phone e un ritardo nella fornitura di play station. Nel 2009, molte fonti ripetevano che l'80% delle riserve di coltan si trovavano in Africa. Le riserve sono difficili da stimare, ma nel 2009 circa il 30% del coltan veniva estratto nella Repubblica Democratica del Congo. Questo perché la più grande miniera di coltan del mondo, Wodginga in Australia, era stata chiusa alla fine del 2008, quando forniva il 30% del mercato mondiale di coltan, ma la produzione risultava essere antieconomica. Wodginga è stata riaperta nel 2011, poi chiusa nel 2017 e ora è una miniera di litio. C’è quasi sempre un posto alternativo per l’estrazione.[4]
La Cina ha due “vantaggi.” Uno è che il governo può affrontare brutalmente i manifestanti locali contro l'inquinamento. L'altro vantaggio consiste nel fatto che il governo cinese ha deciso di spostare la propria economia verso un'industria high-tech, di alto valore e per fare ciò il paese ha bisogno di una fornitura affidabile di terre rare.
Il governo cinese ha anche deciso di aprire miniere per un'ampia gamma di terre rare. Così la Cina domina il mercato, perché ora non è ancora possibile dire quali minerali saranno necessari e per quali industrie tra dieci anni. Ciò che la Cina è in grado di fare, e non ancora gli Stati Uniti o l'Australia, è decidere in merito agli investimenti pubblici prima di sapere esattamente cosa sarà necessario.

Ma come con il litio, ci sono sempre delle alternative. Attualmente, le terre rare vengono principalmente utilizzate per schermi, smartphone, console per videogiochi, dispositivi elettronici e computer portatili. Puoi anche avere un telefono, un computer o uno schermo senza terre rare. Ma un pizzico metallo conferisce allo schermo una migliore risoluzione e consente di rendere il dispositivo molto più piccolo. Steve Jobs sapeva cosa voleva fare con i telefoni molto prima di realizzare l' iPhone. Ma Jobs dovette aspettare che arrivassero le terre rare necessarie.
Tutto ciò significa che quando i progetti di lavoro per il clima hanno bisogno di terre rare, possono sempre tornare a una tecnologia più datata. Una carenza di minerali rari non significa che l'energia rinnovabile non funzionerà.

Batterie

Abbiamo stabilito che le batterie non devono essere fatte di litio. Sono disponibili altri materiali. Abbiamo stabilito che la carenza di litio non significa che dobbiamo rinunciare alla prospettiva che tutti i veicoli siano elettrici. È possibile utilizzare altri tipi di batterie. Il litio può essere estratto in altre parti del mondo.
In un altro capitolo del mio libro spiego perché l'idrogeno ricavato da elettrolisi con energia elettrica da fonti rinnovabili possa essere utilizzato nelle auto invece delle batterie. Ci sono seri problemi tecnici e, ancora una volta, è più costoso.
Quindi non siamo costretti a usare il litio nelle batterie elettriche. Non siamo costretti ad avvelenare le terre d'origine degli indigeni. Inoltre, gran parte dell'avvelenamento avviene perché l'attività mineraria non è regolamentata. Una regolamentazione potrebbe risolvere questo problema.
Il che suona molto bene. Ma ciò ignora i rapporti di potere che consentono l'estrazione distruttiva nei paesi poveri di tutto il mondo. È ingenuo pensare di poter fare qualcosa al riguardo?

Ebbene, per come stanno le cose è difficile per la popolazione locale o per gli indigeni difendersi. Questo è vero in Papua Nuova Guinea ma anche in Argentina, Cina e in effetti anche in West Virginia, dove si è arrivati a scoperchiare le vette delle montagne [per portare alla luce filoni di carbone, evitando di scavare costose gallerie. n.d.t.]. In molte parti del mondo, le ONG internazionali incoraggiano la popolazione locale a fare campagne contro l'inquinamento sui media e ad intraprendere cause giudiziarie in paesi lontani. A volte la cosa funziona, ma il bilancio non è positivo e spesso ci vogliono anni. Inoltre, la popolazione locale sovente perde il controllo della propria campagna di protesta, il che significa che la ONG straniera e gli avvocati possono accontentarsi ogni volta che vogliono, alle condizioni che accettano. [5]
L'agitazione e l'organizzazione all'interno del paese possono avere un effetto maggiore. Nel 2020, una sentenza del tribunale cileno a sostegno delle comunità indigene ha interrotto l'estrazione di litio e potrebbe interromperla del tutto.
Per tutto questo vale la pena lottare. Ma gran parte del mio libro riguarda come noi possiamo batterci per questo e come istituire all’interno del settore pubblico di ogni paese posti di lavoro nei servizi per il clima. E se otteniamo questo – ed è un grande se – il problema diventa più semplice. Allora sarebbe possibile sfidare il potere distruttivo delle industrie estrattive. Le persone le cui vite e le cui terre sono inquinate o annegate, ad esempio in Bolivia, potrebbero fare appello alla solidarietà delle persone che lavorano nel nuovo servizio per il clima, ad esempio in Francia.
L'equilibrio delle forze sarebbe molto diverso da come è ora quando le ONG tentano di fare pressioni e di svergognare le grandi società. I lavoratori del servizio climatico in Francia dovrebbero essere sindacalizzati.

L'organizzazione sindacale non è mai automatica. Ma se le persone non possono organizzare un sindacato in un servizio del settore pubblico fatto da un milione di persone, e in più un servizio che è stato ottenuto a dispetto del potere costituito da un movimento di massa di milioni di persone, un movimento di massa in cui i sindacati sono stati centrali, un movimento di massa in cui tutti sanno di essere parte di un movimento globale per salvare la Terra – allora, francamente, non puoi organizzare un sindacato da nessuna parte. Inoltre, se avremo successo coi posti di lavoro nei servizi per il clima, avremo una forza-lavoro fortemente orgogliosa nella sua missione di salvare la Terra.
Tutto ciò presuppone che i lavoratori del servizio climatico godano di sicurezza sul lavoro e abbiano posti di lavoro statali. Come abbiamo visto, ci sono molti altri motivi per cui abbiamo comunque bisogno di queste protezioni. Ma in una situazione di quel genere, con quello spirito e quelle forze in gioco, un appello alla solidarietà da parte delle popolazioni indigene in una qualsiasi valle fluviale potrebbe facilmente spingere dei lavoratori a ottomila miglia di distanza a dire ai loro dirigenti: «Useremo il litio proveniente da qualche altra parte. O un altro materiale. Oppure celle con combustibile a idrogeno. Non lavoriamo con litio che gronda sangue».
Argomenti analoghi valgono poi per quasi tutti gli altri casi dell’industria estrattiva. Lavoratori che si offrono reciprocamente solidarietà possono trasformare una corsa verso l’abisso in una corsa verso il cielo. E se ciò ti sembra improbabile, è perché vivi ora, qui, su questa Terra. Se riusciamo a farcela, il processo per salvare il pianeta cambierà ciò che le persone possono fare e immaginare.
In sintesi, in molti luoghi la transizione energetica è attualmente alimentata da spaventose distruzioni e avvelenamenti causati dall'estrazione di materie prime. Non deve essere più così.


Note

[1] Jeffrey Webber, 2017, The Last Day of Oppression, and the First Day of the Same: The Politics and Economics of the New Latin American Left, Londra, Pluto; e Mike Gonzalez, 2019, The Ebb of the Pink Tide: The Decline of the Left in Latin America, entrambi forniscono buone guide alla complessità e alle contraddizioni del governo di Morales, che è stato il prodotto di un grande movimento di massa e profondamente vincolato dal neoliberismo. Ma la politica sta cambiando di nuovo in America Latina e un’ottima analisi aggiornata la offre Pablo Solon, 2020, «Why Lucho and David won the Bolivian elections», Systematical Alternatives, Ott. ‘19.

[2] «Lithium», US Geological Service, Mineral Commodity Summaries, Gennaio 2020.

[3] David Abraham, 2015, The Elements of Power: Gadgets, Guns and the Struggle for a Sustainable Future in the Rare Metal Age, New Haven, Yale University Press. Geniale!

[4] Michael Nest, 2011, Coltan, Cambridge, Polity, p. 16.

[5] Stuart Kirsch, Mining Capitalism, Berkeley, University of California Press. Molto buono il capitolo 2.



Jonathan Neale

Traduzione di Iris Legge - Redazione di Antropocene.org

Fonte: Climate&Capitalism 11.02.2021


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